venerdì, 19 giugno 2009

"Fragment"

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 Titolo: Fragment

Autore: Warren Fahy

Casa editrice: Cairoeditore

Pagine: 452

Prezzo: € 18,50

Anno di pubblicazione: Giugno 2009

Vorrei porre all'attenzione questo splendido romanzo.

Per prima cosa ci tenevo a precisare che una sola frase ha catturato la mia attenzione, mentre copertine e titoli dei vari libri scorrevano fra gli scaffali della libreria.

Jurassik Park per la generazione di Lost”.

Questo è bastato per spingermi ad afferrare il romanzo fra le mani e leggere la quarta di copertina:


Uno sperduto, minuscolo lembo di terra, frammento transfuga di un antichissimo super-continente, ha visto passare le ere geologiche nel cuore del Pacifico mentre le placche tettoniche lo trituravano inesorabili fino a ridurlo alle dimensioni di un atollo. Qui, nel totale isolamento da ogni altro ecosistema, animali e vegetali hanno compiuto per cinquecento milioni di anni un cammino evolutivo diverso rispetto al resto del pianeta. Qui la vita è ciò che avrebbe potuto essere e non è stata. Qui la feroce, incessante lotta per la sopravvivenza ha selezionato specie pressoché immortali che, se dovessero migrare in un altro ecosistema, innescherebbero la distruzione di ogni altra forma di vita terrestre. Fortunatamente l'isola di Henders è persa in mezzo all'oceano, circondata in ogni direzione da duemila chilometri di deserto acquatico, lontano da tutte le rotte. Dopo che nel 1791 il suo casuale scopritore, il capitano di vascello della Marina britannica Ambrose Spencer Henders, toccò con mano di cosa erano capaci gli esemplari autoctoni, decise saggiamente di tenerla nascosta all'umanità come un insignificante scoglio non meritevole di una deviazione. Ma che cosa succede se la drammatica "riscoperta" di questa bomba biologica a orologeria avviene durante la puntata da record d'ascolti di un reality show oceanografico? In diretta, davanti agli occhi di mezzo mondo?


La storia entra nel vivo dopo un appassionante antefatto che ci catapulta sull'Isola di Henders, nel 1791. Dopo la nuova riscoperta di questo fazzoletto di terra sperduto nell'Oceano Pacifico, le cose si faranno sempre più interessanti.

Warren Fahy è un autore all'esordio, catturato dalla scienza per gli ecosistemi e dalle svariate razze che popolano il nostro pianeta. Ma la cosa che più mi ha colpito – e in questo è stato molto bravo – è stato immaginare decine di specie evolute senza seguire lo standard di quelle che conosciamo. Ho apprezzato molto la sua immaginazione, e come la abbia tradotta in parole per mostrarlo anche a me.

Il romanzo è scivolato via in tre giorni, mentre m'immergevo nella storia densa di personaggi complessi, poliedrici, con pensieri etici e morali molto stuzzicanti. Alla fine della lettura rifletterete. La storia è un complesso puzzle di avvenimenti, che trascina il lettore e lo fa ridere e divertire, per poi immergerlo nell'adrenalina più pura. L'autore ha un pregio abbastanza raro: mostra e non racconta. Lo fa attraverso le azioni dei personaggi, con telecamere che seguono ogni movimento di sorprendenti animali che fanno rabbrividire, del loro habitat tanto crudele, quanto stupefacente. La Scienza è il fulcro, il motore che spinge l'intero macchinario. Le spiegazioni, per chi come me ne mastica poco, giungono attraverso le parole degli scienziati che discutono ciò che hanno di fronte, ma senza renderlo pesante.

Forse un piccolo difetto c'è, ma poi risulta trascurabile forse perché è un modo di scrivere dell'autore: fin dalle prime pagine, Fahy, ci mostra anche troppo dei personaggi. Marche, colori e tipi di abbigliamento che indossano i vari personaggi.

Se state cercando un libro da leggere a casa, o sotto l'ombrellone al mare, vi consiglio questo titolo.


Saryo alle 17:13 in: recensione, fragment
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mercoledì, 14 gennaio 2009

Recensione: Il raccoglitore d'anime

Oggi doppio post! Subito dopo potrete leggere il racconto Il cacciatore di taglie, il seguito del mio racconto.

Buona lettura!

Questa notte ho terminato di leggere questo romanzo, ecco la scheda.

Il raccoglitore dTitolo: Il raccoglitore d'anime

Autore: Alan Campbell

Casa editrice: Nord

Pagine: 500

Prezzo: € 18,60

Anno di pubblicazione: 2007


L'autore è già noto per aver partecipato alla costruzione del video-game Grand Theft Auto, che non centra nulla con la stesura di un romanzo Fantasy, ma forse ha voluto imporsi sul mercato sfruttando la sua fantasia visionaria. Con me ci è riuscito in pieno.

Deepgate, una scenografica città costruita su un abisso profondo e oscuro. E' uno dei punti forza di questo romanzo, di questa storia cupa ma trascinante, che intrattiene il lettore mentre, davanti ai suoi occhi, sfilano decine di personaggi dalle sfaccettature interessanti.

Chi leggerà Il raccoglitore d'anime, leggerà di una città quasi palpabile, verosimilmente in bilico tra l'oscurità dell'abisso, e centinaia di catene che reggono interi quartieri, case, magazzini e quanto di più viene costruito dai suoi abitanti. Oserei dire che ci troviamo davanti ad una scenografia da film.

In cielo solcheranno decine di aeromobili, una sorta di dirigibili, così bene dettagliate da sembrare di stare lì, all'interno delle strutture agganciate ai palloni gonfi d'aria.

La fisica e la chimica, descritti in questa storia, non sono banali, ma fanno parte di questo inedito mondo raccontato con una prosa assai scorrevole, che cattura chi legge trasportandolo fra le Sabbiemorte e la stessa Deepgate. La Chiesa di Ulcis, guidata da preti e sacerdoti, regolamenta la vita degli abitanti, trascrive e aggiorna tutto sulla città e i suoi abitanti.

Leggendo il romanzo, faremo incontri inaspettati, affascinanti, con creature partorite dalla mente dell'autore. Inedite. Per chi avesse fame di aspetti nuovi sul Fantasy, questo romanzo potrebbe fare al caso suo.

Veniamo ad un altro aspetto che mi ha catturato: i personaggi.

Dill, ultimo Arconte della chiesa di Ulcis, è uno dei personaggi che mi ha avvinto. Un angelo di sedici anni, goffo, inesperto con le armi, che fa sorridere mentre va a caccia delle sue lumache. Imperdibile! Ma si troverà ad affrontare nemici forti e spietati. Non sarà solo, ma verrà guidato da Rachel – la Spina – una sorta di assassina addestrata dalla Chiesa.

Mr. Nettle – il Razziatore – quasi un rigattiere. Dopo l'omicidio della figlia, egli vagherà per Deepgate in cerca del suo assassino, per poi passare alla ricerca dell'anima della figlia. L'autore lo ha costruito talmente bene, da farmi partecipe dei suoi sentimenti, di fare il tifo per lui quando ce lo mostra.

Carnival – l'angelo maledetto – così dannatamente cattivo da mettere i brividi mentre uccide le sue vittime.

Non si parla solo di questi personaggi, ma ce ne sono altri che si muovono in questa Deepgate, appesa a corde e catene. Passerelle quasi marce scricchioleranno sotto i passi dei personaggi, rivelandoci ogni angolo di questa strana e bella città.

In libreria c'è già il seguto: Il dio della nebbia, che presto leggerò.

Saryo alle 12:59 in: recensione, fantasy, il raccoglitore danime
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domenica, 20 luglio 2008

Recensione: Il demone di dio e altri pensieri

 

Per la prima volta, da quando ho creato questo blog, vorrei parlare di altro, non di ciò che mi piace scrivere. Ho passato gli ultimi giorni a cercare e a leggere siti e blogs che trattano di letteratura fantastica. Casi letterari di giovani promesse, che forse tanto promesse non lo sono ancora, sono stati oggetto di discussioni in rete.

Un ruolo importante lo rivestono anche i famigerati editor, che altro non sono che professionisti pagati per correggere/abbellire e migliorare i testi che andranno in stampa.

Il problema principale, secondo il mio parere, è che le Case Editrici dovrebbero fornirsi di tali professionisti di genere. Intendo di persone qualificate in generi differenti, proprio per aiutare autori esordienti (e non solo) a lavorare bene sulle storie, sui personaggi e sugli scenari che sono all'interno delle storie. Credo che un editor specializzato nella Fantasy potrebbe svolgere un lavoro migliore, rispetto ad uno che ama un altro genere. Si parla tanto degli stereotipi, situazioni molto simili a storie già lette, allora io mi chiedo: “Perché non fornirsi di professionisti che potrebbero vedere incongruenze nel genere, oppure miglioramenti nella trama (sempre attraverso l'autore, che può decidere o meno di attuare simili cambiamenti)”.

Gli editor sono figure molto importanti nell'ambito editoriale, al fine di far uscire un buon prodotto per la vendita nelle varie librerie. Ma io vorrei vedere nascere Editor di genere, chissà se un giorno questa idea potrebbe diventare realtà. Questi professionisti sono persone con un bagaglio culturale soggettivo, hanno letto e studiato e posseggono gusti personali. Sono persone che leggeranno manoscritti e bozze, oltre che romanzi già pubblicati scelti per seguire un nuovo corso editoriale.

Credo sia nato tutto dal fenomeno Christopher Paolini con il romanzo Eragon, e con la visione della trilogia Il signore degli anelli di Peter Jackson.


Un altro argomento su cui vorrei soffermarmi:

Esistono regole che possono aiutare a scrivere un buon libro di genere. Ho notato che sul web questa tesi ha sollevato molte polemiche. Lasciate che esprima il mio parere personale a riguardo: autori che hanno avuto il battesimo del fuoco, hanno venduto milioni di copie nel mondo, hanno scritto dei saggi riguardo questo tema. Condivido molti loro suggerimenti, li ho fatti miei attraverso anni di letture delle loro storie. Stephen King è uno di questi autori, e di lui ho letto parecchi romanzi, ma attualmente sta perdendo la fiducia di molti affezionati lettori. Perché? Eppure ha scritto un saggio su come scrivere, regole dettate dalla sua personale esperienza. Sta esaurendo la fantasia che impregnava ogni pagina delle sue storie? Sta esaurendo l'originalità? Non lo so. Duma Key è il prossimo libro che leggerò, l'ultima sua fatica letteraria. Quello che è sicuro: non esistono leggi sullo scrivere trame mozzafiato, solo utili consigli per rendere ciò che si scrive decente. L'autore, attraverso fantasia e buon gusto, dovrà scrivere una storia capace di attirare l'attenzione nel lettore. La sospensione dell'incredulità! Un ingrediente che dovrà stregare il lettore, incollandolo alle pagine del libro. I personaggi e la scenografia (o luoghi in cui avviene il tutto) attrarranno colui che legge alle loro particolarità, alla bellezza.

Si potrebbe scrivere migliaia di pagine su questo argomento, senza venirne a capo. La fantasia, che possiede ogni individuo, è un ingrediente importante. Sicuramente si tratta di una cosa fondamentale per un genere come la Fantasy. L'immaginazione di un mondo parallelo al nostro, con tutte le leggi a questo inerenti, sarà la scenografia in cui si sposteranno i nostri beniamini.

 

Recensione! (Per meglio dire: consiglio di lettura).

Non mi ritengo un critico di letteratura, per questo ciò che mi accingo a scrivere non sarà una vera recensione. Cercherò di spiegare ciò che mi è piaciuto (e non) di un recente romanzo che ho letto. Pregi e difetti che ne ho colto lungo la lettura, ma puramente soggettivi. Ciò che potrebbe piacere a me, magari, non piace ad altri.

Per la prima volta mi accingo a parlarvi de Il demone di Dio.

Il demone di Dio

Genere: Fantasy                                  

Autore: Wayne Barlowe

Casa Editrice: Newton Compton Editori

Brossura

400 pagine

€ 9,90


Cominciamo con il raccontare brevemente la storia che nel genere Fantasy è ancora inedita: perché? Non ci troviamo di fronte a personaggi letti e riletti, nossignore, ma davanti all'Inferno, demoni ed anime dannate. L'autore, tale Barlowe, non è altri che lo sceneggiatore e disegnatore dei film di Harry Potter. Chi di voi non ne ha visto almeno uno? Ma questo argomento non c'entra nulla con la narrativa fantastica, perché sono due cose ben distinte, anche se uno sceneggiatore potrebbe avere qualcosa da raccontare a noi lettori.

Al principio ci troviamo nel bel mezzo di una battaglia (anche i demoni le combattono!). Uno dei personaggi principali si chiama Eligor, un demone di basso livello, che vede, con i suoi occhi, la città fondata sulle sponde dell'Acheronte, quasi annientata.

La storia si ferma per raccontarci cosa è avvenuto prima, perciò grazie ad un lungo flashback, che ci ragguaglierà di tutto quello che è avvenuto prima.

La caduta: scacciati dal Paradiso, migliaia di demoni caddero all'Inferno. E' suggestiva la descrizione di questa epoca, mentre le creature malvagie “toccano” terra. Gli abitanti di questo luogo sono cattivi, reietti e crudeli: i demoni si distingueranno per varie classi, da Grandi Demoni, a quelli di classe più bassa.

La terra che si appresteranno ad abitare per l'eternità è triste, grigia. Crateri e lava si alterneranno, e Algol (un astro simile al sole), tinteggerà di altri colori questo triste ed immenso luogo. I demoni cominceranno a costruire città, si! Città popolose di demoni ed anime. L'umanità fornirà la materia prima per le costruzioni attraverso anime di peccatori, ma non immaginate quante!

Torri e mura cingeranno e proteggeranno queste costruzioni in continua evoluzione, le popolazioni aumenteranno con il passare dei millenni, l'architettura di palazzi, monumenti e statue migliorerà con gli architetti (anche loro dei demoni).

Molti sono i protagonisti di questa storia, dal Gran Demone Sargatanas, ad Hani, un'anima che cercherà di capire chi fosse stato in vita. Adamantinarx è la città in cui vivono questi personaggi, la più “bella” città dell'inferno. Eh si! Anche all'inferno nascerà la rivalità fra i signori delle anime peccatrici, che agiranno tramite glifi, una sorta di magia praticata dai demoni più forti. Non voglio raccontarvi troppi ragguagli, perché vorrei che se li gustasse chi deciderà di leggere questo romanzo.

Quello che vorrei sottolineare, è la cura nei dettagli che l'autore ha cercato di ampliare. Lo definirei evocativo, mai banale, nemmeno nelle caratterizzazioni dei luoghi dell'inferno, né nei dialoghi fra i personaggi che vivono la storia di Eligor e la città in cui ha prosperato.

Il punto di vista del narratore si sposterà da una città all'altra, da Dis, la capitale dell'Inferno, fino a quella dei nostri Eroi. Si! Perché dopo millenni, qualcosa all'interno di questo mondo muterà. Il lettore verrà “guidato” da questo cambiamento, seguendo la logica dei demoni che dimorano ad Adamantinarx (difficilmente riuscirò mai a pronunciare nel giusto modo questo nome, anche dopo averlo letto decine e decine di volte!).

Considerato il prezzo, che non è troppo alto, consiglierei la lettura a tutti gli amanti della Fantasy, e non solo. Si tratta di una novità riguardo questo genere.


Saryo alle 21:56 in: recensione, il demone di dio - recensione
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