Recensione: Il demone di dio e altri pensieri
Per la prima volta, da quando ho creato questo blog, vorrei parlare di altro, non di ciò che mi piace scrivere. Ho passato gli ultimi giorni a cercare e a leggere siti e blogs che trattano di letteratura fantastica. Casi letterari di giovani promesse, che forse tanto promesse non lo sono ancora, sono stati oggetto di discussioni in rete.
Un ruolo importante lo rivestono anche i famigerati editor, che altro non sono che professionisti pagati per correggere/abbellire e migliorare i testi che andranno in stampa.
Il problema principale, secondo il mio parere, è che le Case Editrici dovrebbero fornirsi di tali professionisti di genere. Intendo di persone qualificate in generi differenti, proprio per aiutare autori esordienti (e non solo) a lavorare bene sulle storie, sui personaggi e sugli scenari che sono all'interno delle storie. Credo che un editor specializzato nella Fantasy potrebbe svolgere un lavoro migliore, rispetto ad uno che ama un altro genere. Si parla tanto degli stereotipi, situazioni molto simili a storie già lette, allora io mi chiedo: “Perché non fornirsi di professionisti che potrebbero vedere incongruenze nel genere, oppure miglioramenti nella trama (sempre attraverso l'autore, che può decidere o meno di attuare simili cambiamenti)”.
Gli editor sono figure molto importanti nell'ambito editoriale, al fine di far uscire un buon prodotto per la vendita nelle varie librerie. Ma io vorrei vedere nascere Editor di genere, chissà se un giorno questa idea potrebbe diventare realtà. Questi professionisti sono persone con un bagaglio culturale soggettivo, hanno letto e studiato e posseggono gusti personali. Sono persone che leggeranno manoscritti e bozze, oltre che romanzi già pubblicati scelti per seguire un nuovo corso editoriale.
Credo sia nato tutto dal fenomeno Christopher Paolini con il romanzo Eragon, e con la visione della trilogia Il signore degli anelli di Peter Jackson.
Un altro argomento su cui vorrei soffermarmi:
Esistono regole che possono aiutare a scrivere un buon libro di genere. Ho notato che sul web questa tesi ha sollevato molte polemiche. Lasciate che esprima il mio parere personale a riguardo: autori che hanno avuto il battesimo del fuoco, hanno venduto milioni di copie nel mondo, hanno scritto dei saggi riguardo questo tema. Condivido molti loro suggerimenti, li ho fatti miei attraverso anni di letture delle loro storie. Stephen King è uno di questi autori, e di lui ho letto parecchi romanzi, ma attualmente sta perdendo la fiducia di molti affezionati lettori. Perché? Eppure ha scritto un saggio su come scrivere, regole dettate dalla sua personale esperienza. Sta esaurendo la fantasia che impregnava ogni pagina delle sue storie? Sta esaurendo l'originalità? Non lo so. Duma Key è il prossimo libro che leggerò, l'ultima sua fatica letteraria. Quello che è sicuro: non esistono leggi sullo scrivere trame mozzafiato, solo utili consigli per rendere ciò che si scrive decente. L'autore, attraverso fantasia e buon gusto, dovrà scrivere una storia capace di attirare l'attenzione nel lettore. La sospensione dell'incredulità! Un ingrediente che dovrà stregare il lettore, incollandolo alle pagine del libro. I personaggi e la scenografia (o luoghi in cui avviene il tutto) attrarranno colui che legge alle loro particolarità, alla bellezza.
Si potrebbe scrivere migliaia di pagine su questo argomento, senza venirne a capo. La fantasia, che possiede ogni individuo, è un ingrediente importante. Sicuramente si tratta di una cosa fondamentale per un genere come la Fantasy. L'immaginazione di un mondo parallelo al nostro, con tutte le leggi a questo inerenti, sarà la scenografia in cui si sposteranno i nostri beniamini.
Recensione! (Per meglio dire: consiglio di lettura).
Non mi ritengo un critico di letteratura, per questo ciò che mi accingo a scrivere non sarà una vera recensione. Cercherò di spiegare ciò che mi è piaciuto (e non) di un recente romanzo che ho letto. Pregi e difetti che ne ho colto lungo la lettura, ma puramente soggettivi. Ciò che potrebbe piacere a me, magari, non piace ad altri.
Per la prima volta mi accingo a parlarvi de Il demone di Dio.

Genere: Fantasy
Autore: Wayne Barlowe
Casa Editrice: Newton Compton Editori
Brossura
400 pagine
€ 9,90
Cominciamo con il raccontare brevemente la storia che nel genere Fantasy è ancora inedita: perché? Non ci troviamo di fronte a personaggi letti e riletti, nossignore, ma davanti all'Inferno, demoni ed anime dannate. L'autore, tale Barlowe, non è altri che lo sceneggiatore e disegnatore dei film di Harry Potter. Chi di voi non ne ha visto almeno uno? Ma questo argomento non c'entra nulla con la narrativa fantastica, perché sono due cose ben distinte, anche se uno sceneggiatore potrebbe avere qualcosa da raccontare a noi lettori.
Al principio ci troviamo nel bel mezzo di una battaglia (anche i demoni le combattono!). Uno dei personaggi principali si chiama Eligor, un demone di basso livello, che vede, con i suoi occhi, la città fondata sulle sponde dell'Acheronte, quasi annientata.
La storia si ferma per raccontarci cosa è avvenuto prima, perciò grazie ad un lungo flashback, che ci ragguaglierà di tutto quello che è avvenuto prima.
La caduta: scacciati dal Paradiso, migliaia di demoni caddero all'Inferno. E' suggestiva la descrizione di questa epoca, mentre le creature malvagie “toccano” terra. Gli abitanti di questo luogo sono cattivi, reietti e crudeli: i demoni si distingueranno per varie classi, da Grandi Demoni, a quelli di classe più bassa.
La terra che si appresteranno ad abitare per l'eternità è triste, grigia. Crateri e lava si alterneranno, e Algol (un astro simile al sole), tinteggerà di altri colori questo triste ed immenso luogo. I demoni cominceranno a costruire città, si! Città popolose di demoni ed anime. L'umanità fornirà la materia prima per le costruzioni attraverso anime di peccatori, ma non immaginate quante!
Torri e mura cingeranno e proteggeranno queste costruzioni in continua evoluzione, le popolazioni aumenteranno con il passare dei millenni, l'architettura di palazzi, monumenti e statue migliorerà con gli architetti (anche loro dei demoni).
Molti sono i protagonisti di questa storia, dal Gran Demone Sargatanas, ad Hani, un'anima che cercherà di capire chi fosse stato in vita. Adamantinarx è la città in cui vivono questi personaggi, la più “bella” città dell'inferno. Eh si! Anche all'inferno nascerà la rivalità fra i signori delle anime peccatrici, che agiranno tramite glifi, una sorta di magia praticata dai demoni più forti. Non voglio raccontarvi troppi ragguagli, perché vorrei che se li gustasse chi deciderà di leggere questo romanzo.
Quello che vorrei sottolineare, è la cura nei dettagli che l'autore ha cercato di ampliare. Lo definirei evocativo, mai banale, nemmeno nelle caratterizzazioni dei luoghi dell'inferno, né nei dialoghi fra i personaggi che vivono la storia di Eligor e la città in cui ha prosperato.
Il punto di vista del narratore si sposterà da una città all'altra, da Dis, la capitale dell'Inferno, fino a quella dei nostri Eroi. Si! Perché dopo millenni, qualcosa all'interno di questo mondo muterà. Il lettore verrà “guidato” da questo cambiamento, seguendo la logica dei demoni che dimorano ad Adamantinarx (difficilmente riuscirò mai a pronunciare nel giusto modo questo nome, anche dopo averlo letto decine e decine di volte!).
Considerato il prezzo, che non è troppo alto, consiglierei la lettura a tutti gli amanti della Fantasy, e non solo. Si tratta di una novità riguardo questo genere.
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