martedì, 24 febbraio 2009

"Il cacciatore di taglie" (38° Parte)

(38° Parte)

Due mani avevano afferrato gli abiti di Aireen e di Cyvin trascinandoli indietro, la voce del Druido aveva preceduto quel gesto: “Allontaniamoci da qui!”. I tre corsero lungo il sentiero che tagliava in due il colle, portandosi a ridosso della roccia.

Allora sei vivo!” esclamò Cyvin osservando il mantello che copriva il suo volto. Il vento soffiava spazzando il deserto, ma sotto le rocce era sopportabile.

Mai stato meglio” gli rispose, ma nel suo tono Cyvin aveva pensato che avesse sorriso, pur non avendolo visto.

Guardateli” disse il Druido.

Gli uomini di Duncan si stavano ritirando, almeno così sembrava, anche se c'era confusione. Una figura orrenda si stagliava ad una ventina di passi da loro, sbatteva le ali con impeto senza alzarsi da terra di una sola spanna. Nuvole di polvere si sollevavano vorticando davanti alla tana di Balger.

Il bene e il male combatteranno per il dominio della terra. Era questa la profezia che conoscevo.”. Cyvin aveva ascoltato quelle parole senza staccare gli occhi da quello che accadeva, dal drago che stava combattendo la battaglia, la sua ultima battaglia.

Possiamo aiutarlo?” chiese Aireen.

Non c'è niente che possiamo fare, se non aspettare e sperare.”.

Il ruggito di Balger sovrastava la voce della natura, la figura del drago si muoveva veloce sopra Duncan attaccandolo con gli artigli, mentre le poderose ali lo tenevano in quota.

Duncan rispondeva sferrando colpi mirati, tentando di colpire le membrane di pelle delle ali, parti che erano più vulnerabili.

Il Druido si girò verso Cyvin, che stava fermo al suo fianco. “Non ci pensare nemmeno...” ma non finì la frase perché il cacciatore di taglie si era portato avanti sguainando la spada.

Allora vuoi morire!” gli aveva urlato Aireen per farlo desistere.

Cyvin aveva seguito il fianco del monte per non essere scorto, ma le due creature avevano altro a cui pensare che a un mortale innocuo. L'uomo si sentiva come una formica rispetto al mostro e al drago. Vide Balger scendere quasi a livello della strada, la bocca spalancata, i denti aguzzi come lame. Dalla bocca uscì un getto di fuoco che abbracciò Duncan coprendolo di fiamme rosse, vive.

Cyvin esitò, sentiva l'odore pungente di carne bruciata e non riusciva a distinguere il corpo di Duncan, pensando che tutto fosse finito.

Un urlo straziante si levò sul colle, poi la reazione del mostro che era uscito quasi indenne dall'attacco. L'uomo avanzò di due passi, cauto. La polvere lo assaliva facendogli lacrimare gli occhi, ma lui proseguì concentrandosi su quella battaglia, su Duncan.

Ti ricordi di me? Ti ricordi del cacciatore di taglie?” urlò Cyvin, la spada impugnata saldamente. Le sue domande non ricevettero risposta, ma un'ala del mostro quasi lo aveva colpito, così, l'uomo, si era ritrovato a terra. Due mani lo avevano afferrato e tirato su e Cyvin vide il cappuccio che copriva il volto del Druido: “Ho capito le tue intenzioni” gli aveva gridato.

L'attenzione tornò su Duncan, le armi dei due uomini baluginarono alla luce di un sole che traspariva fra le nubi che correvano nel cielo, una luce chiara, esile.

Cyvin lanciò la spada facendola volteggiare in aria: aveva mirato al fianco delle creatura, una zona scoperta. Il Druido aveva impugnato il bastone lanciandolo verso Duncan. L'arma fendette l'aria roteando su se stessa.

Successe qualcosa in quel lasso di tempo, quando le armi stavano per colpire il bersaglio, l'attenzione di Duncan si era spostata per difendersi. Duncan si era voltato a destra.

Balger richiuse le ali toccando terra, artigliando la roccia con le zampe e la sua bocca si era aperta afferrando il collo del mostro. I denti erano affondati nella carne, la mascella aveva stretto finché fiotti di sangue erano schizzati in tutte le direzioni. Il drago si era sollevato da terra con la forza delle zampe, girando la testa alla sua destra. Il corpo di Duncan fu proiettato giù da Colle Rankan e fu inghiottito dai gorghi di sabbia.

Cyvin e il Druido si affacciarono per vedere solo le zampe del mostro che tentavano di afferrare l'aria, mentre la terra si appropriava di quel corpo che si dimenava. Scomparve ai loro occhi.

Sembra che il tempo si stia calmando” disse Aireen alle loro spalle.

Il vortice perdeva intensità, mentre le nubi scure rallentavano la corsa nel cielo.

Aireen respirò a pieni polmoni, i suoi occhi scintillarono per la luce che si stava riappropriando del cielo, il sole riacquistava la sua forza. “Non avrei mai creduto che potesse finire così” disse sorridendo.

Il deserto aveva mietuto più vittime di quante se ne poteva immaginare, lasciando visibili decine di corpi inermi.

Non avremo più problemi con gli uomini di Duncan” disse Cyvin osservando i cadaveri parzialmente sepolti dalla sabbia.

La terra sussultò e una voce riportò al presente i tre esseri umani superstiti: “Grazie del vostro aiuto” disse il drago alle loro spalle. La voce appariva stanca, spossata. Lo sguardo era fiero per quello che era accaduto: “Aaronne ci tiene a farvi sapere che non vi dimenticherà mai, soprattutto te: Aireen!”. Balger aprì le ali mentre Cyvin stava per domandargli: “Adesso che tutto è finito, dove te ne andrai?”, ma una folata di vento aveva mosso i loro abiti e Balger aveva preso il volo.

Rimasero per alcuni minuti attoniti, finché il drago non fu un puntino all'orizzonte.

Ronzino e l'altro cavallo erano rimasti al sicuro, legati alla roccia, anche se nessuno poteva dire che non avessero sofferto la paura per gli eventi.

Si diressero a Prodigit, la città più vicina, finché ognuno non avesse deciso quale strada intraprendere. Aireen pianse senza mostrarlo per la perdita del piccolo Aaronne, il tempo avrebbe lenito quella sofferenza, ne era certa.

Come tutti i miei racconti, anche questo ha avuto una fine. Ma sappiate che sto lavorando ad un'altra storia di genere differente:

"21 dicembre 2012".

2012-2

Saryo alle 08:57 in: racconti, fantasy, il cacciatore di taglie
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sabato, 21 febbraio 2009

"Il cacciatore di taglie" (37° Parte)

 (37° Parte)

Tornado nel deserto

E adesso? Cosa facciamo?”, Aireen era appena uscita dalla grotta seguita da Cyvin, il bambino e Balger. Il drago aveva ucciso molti soldati di Duncan con il solo peso del corpo, schiacciando chi non era riuscito a mettersi in salvo. Mezza grotta era crollata durante la loro fuga: ancora stava uscendo una voluta di polvere dall'ingresso parzialmente compromesso.

Non lo so che diamine dobbiamo fare!” urlò Cyvin. Era spaventato perché tutto era accaduto così in fretta da non permettergli di pensare. Contò a mente in quanti erano usciti da quella trappola, il bambino sembrava stare bene anche se appariva disorientato, confuso, ma chi non lo era? Balger si era posizionato sul sentiero mettendosi di lato, i soldati rimasti incolumi si erano spostati oltre l'ingresso della sua tana, ma non avevano il coraggio di attaccare.

Manca il Druido, dove si è cacciato?” chiese Aireen. Fuori era tutt'altro che calmo: il cono d'aria si era ingrossato di diametro, anche se sembrava non causare danni dall'alto, a parte attirare nubi dense dal colore violaceo. Ma Cyvin era intento a guardare sotto Colle Rankan. Il terreno sussultò provocando smottamenti e cedimenti qualche piede sotto di loro. Il deserto si agitava come fosse un mare in tempesta, lì sotto sarebbero sicuramente morti inghiottiti dalla terra.

Dove andiamo?” chiese Aireen scuotendo il cacciatore di taglie. Balger controllava che non venissero attaccati, le sue dure scaglie rossicce lo avrebbero protetto da qualsiasi lancia fosse stata scagliata. Ruggiva sovrastando il rumore del vento, pur di spaventare gli aggressori.

Aaronne si distaccò dalla ragazza, non capiva cosa dovesse fare ma sapeva che il drago aveva bisogno di lui e viceversa. Aireen si ritrovò a dover pensare a Cyvin, mentre il bambino si stava dirigendo da Balger. L'orrore, la paura si fecero strada in lei. Gli occhi puntati su Aaronne che raggiungeva quella fonte di ferocia e si aggrappava a quel torace che sussultava. La donna aveva lottato contro il vento per far giungere la sua voce al bambino: “Ti uccideranno, resta vicino a me!”. Si rivolse a Cyvin “Aiutami a recuperarlo, sbrigati!”, gli urlò strattonandolo.

Il vento trasportava la polvere ovunque, la visibilità calava a causa delle raffiche più potenti e la figura minuta di Aaronne sembrava che ne venisse inghiottita.

L'abbiamo perso!” aveva urlato Aireen rivolgendosi a Cyvin, entrambi non riuscivano a vedere nulla a parte la grossa sagoma del drago. Due lacrime scesero lungo le guance della ragazza, ma il vento le aveva asciugate quasi subito.

Guarda laggiù!”, la voce dell'uomo quasi non si era udita, ma la mano che indicava un punto le mostrò Balger con le ali spalancate. Il diametro che raggiungevano era impressionante, l'ala sinistra quasi andava a toccare la parete di roccia. Tutti e due avevano visto il drago cadere nel vuoto e non c'era più traccia di Aaronne.

Duncan era emerso dalla grotta, barcollava vistosamente ma il suo volto cupo era pregno di rabbia. Cadde sulle ginocchia portando in alto entrambe le braccia, la faccia rivolta verso il cielo. Una serie di lampi aveva toccato terra incenerendo terra e polvere, le sue urla disumane sembravano contrastare la forza della natura, ma né Cyvin e né Aireen erano riusciti a comprenderle.

Balger era comparso all'improvviso planando sulla grotta, le ali si erano mosse frenando il vento e rallentando la velocità. Aireen si era portata una mano alla bocca, gli occhi increduli avevano visto Aaronne cavalcare il grande drago. Quasi non ci credeva, ma ciò che stava vedendo era ancora più incredibile. Le due creature si stavano fondendo l'una nell'altra, l'essenza di Aaronne stava mutando mentre il drago era in volo. I suoi occhi erano fissi su quello straordinario cambiamento, mentre lei non riusciva a darsi spiegazioni, come se tutto fosse stato predestinato ad avvenire: due creature così differenti, ma capaci di un simile cambiamento. La pelle del bambino era diventata fonte di una luce accecante, di colore bianco, mentre si trasformava in una parte di drago. Non sapeva quale perché la figura mutava nella sua interezza, nella sua fisionomia.

Qualcosa si era mosso alla sinistra di Cyvin, quel tanto da farlo girare. Si trattava di Duncan, o quello che prima era Duncan. La ragazza si era accorta che Cyvin era attirato da qualcos'altro, per la sua espressione sbigottita.

Il corpo dell'uomo stava mutando in una creatura dalle fattezze orrende: le braccia portate verso il cielo si stavano allungando, ossa e carne stavano cambiando per diventare qualcosa di compatto e robusto. I vestiti si laceravano, rendendo nudo un animale dalle zampe artigliate e pelose. Gli occhi erano inquietanti, rossi, minacciosi. Dalla bocca uscivano zanne color avorio, mentre la pelle si allungava disegnando un muso dai baffi lunghi e setolosi. Due ali nere si stavano facendo strada ai lati di un dorso enorme, contraddistinto da una colonna vertebrale visibile. Aireen si era ritrovata a pensare che razza di dolore avesse provato Duncan durante quella trasformazione.

Duncan si guardò intorno.


Saryo alle 09:52 in: racconti, fantasy, il cacciatore di taglie
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lunedì, 16 febbraio 2009

"Il cacciatore di taglie" (36° Parte)

(36° Parte)

A cosa ti serve quel portale?” chiese il Druido per capire come muoversi, cosa fare, perché c'era qualcosa che lui non riusciva a comprendere.

Ah! Il portale. Vedo che non è sfuggito nemmeno a te! Ti credevo più stupido.” disse Duncan estraendo dall'abito un pezzo di pergamena, che il Druido era riuscito a sbirciare notando cinque segni disegnati.

Rune per Post

C'è gente chiusa dietro quella porta, che vorrebbe uscire. Certe volte mi sento buono, così buono che voglio fare del bene...”.

Sta mentendo!” disse Balger facendo due passi avanti, ma i passi del drago li potevano udire anche le guardie appostate all'esterno della grotta. La terra aveva tremato facendo cadere polvere e alcuni spuntoni di roccia.

Se quell'essere meschino aprirà il portale, non usciranno uomini da lì, ma Olnost!”.

Sentite” disse Duncan, “non ho molto tempo da perdere quindi, o vi fate da parte così io posso procedere, oppure...” si era spostato verso Aireen afferrandola per un braccio, “...la prima a cadere sarà lei!”. Cyvin aveva afferrato il braccio del bambino portandoselo a sé.

Balger aveva digrignato i denti, un ruggito gli era uscito dalla bocca, gli occhi fissi su Duncan.

Dimenticavo, cacciatore di taglie, il tuo amico Nathan Derr non è più tra noi.”, l'uomo sogghignò e tolse il cappuccio dalla testa di Aireen, annusando il profumo dei suoi capelli. “E' un vero peccato che tu debba morire.” le aveva sussurrato ad un orecchio.

Gli Olnost” disse il Druido, “conosco la loro legenda, le rune del portale e da quale mondo giungerà il popolo delle Ombre. So che hanno ucciso i nani che proteggevano quella grande caverna in cui sono rimasti imprigionati, e che questo è l'unico modo per entrare nel nostro mondo.”.

Duncan indietreggiò di due passi trascinando con sé Aireen, alle sue spalle c'erano i suoi uomini armati e pronti ad attaccare. Bastava un solo gesto per scatenare la battaglia. Balger teneva le mascelle aperte, mostrando i denti aguzzi, sembrava aver fame, ma non di piccoli animali. La lunga coda si muoveva sinuosa alzando polvere, sgretolando alcune piccole stalattiti.

Accendete più luci che potete!” si raccomandò il Druido, “se è vero che il tuo amico non è più tra noi...”.

Ancora con questa storia che Nathan era mio amico!” disse Cyvin guardandosi intorno. Nella sua mano stringeva quella del bambino, nell'altra teneva la torcia vicino alla parete di roccia, la spada l'aveva riposta nel fodero.

Il Druido schiacciò una leva sul suo bastone, sulla punta fuoriuscì una lama. “Non è ferro, ma argento” disse girandosi verso Duncan, “l'unico metallo che uccide gli Olnost!”.

L'espressione di Duncan era stupefatta, sorpresa. Recitò tre parole a voce bassa e, dopo qualche istante, accadde qualcosa. Alcuni mormorii si sentirono all'interno della grotta, leggeri come fossero parole sussurrate. Cyvin strinse a sé il piccolo Aaronne, muovendo la torcia davanti a loro, la fiamma si dimenava quasi spengendosi.

E' un ombra, adesso.” sentenziò il Druido mettendosi in guardia. La lama scintillava alla luce delle fiamme che c'erano in quel luogo. “Quando ve lo dirò, correte verso l'uscita” disse a Cyvin, Balger era dietro di loro e aveva sentito tutto. Non potevano far altro che attuare il suo piano.

I bisbigli si erano fatti più insistenti, più vicini, il regno dell'ombra era una sottile realtà fra quello fisico e meta-fisico, qualcosa di impalpabile ma reale. Erano state le parole pronunciate da Duncan, parole arcane dette a mezza bocca.

Adesso!” il Druido sapeva cosa stava per combattere, ne era cosciente. Si spostò a destra, rasente la parete di roccia, attirando a sé il nemico. La luce della torcia danzava a ritmo sfrenato mentre Cyvin correva verso l'uscita, affiancato dal corpo di Balger che faceva da scudo. La caverna sembrava cadere sotto il suo peso e le urla di terrore degli uomini di Duncan si sparsero su tutto quell'antro.

Cyvin si scontrò con Duncan provocandone la caduta: Aireen si ritrovò libera di fuggire.

Balger avanzava verso l'uscita a passo veloce, stalattiti e massi cadevano in terra alzando nubi di polvere. Dietro il suo corpo enorme correvano la ragazza e Cyvin, Aaronne stringeva le mani di entrambi.

Finalmente posso sentire la tua voce” sibilò il Druido, un'ombra si muoveva sulla parete di destra, aveva assunto movenze minacciose. La lama d'argento baluginò per il chiarore che persisteva in quella parte di grotta: si mosse andandosi a conficcare fra i massi della parete, ma l'arma del Druido non aveva solo preso la roccia. Un'ombra si dimenava, le parole divennero urla incomprensibili e poi tornò il silenzio rotto solo dal frastuono che proveniva da fuori la grotta.


Saryo alle 10:06 in: racconti, fantasy, il cacciatore di taglie
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lunedì, 09 febbraio 2009

"Il cacciatore di taglie" (35° Parte)

(35° Parte)

Su, avanti, accarezzalo!”. La mano di Aaronne si avvicinava cauta, spanna dopo spanna, finché si appoggiò al fianco di Balger. Gli occhi della creatura si erano chiusi in una fessura, che lasciava trasparire appena un bagliore. Il Druido guidava il bambino mentre faceva conoscenza con lui. Cyvin ed Aireen osservavano da dietro.

Cosa percepisci?” chiese il Druido con voce calma, sicura.

La pancia di Balger si muoveva assecondando il respiro, la testa immobile e gli occhi che fissavano Aaronne.

E' un drago!” disse il bambino, adesso aveva appoggiato entrambe le mani per accarezzarlo in più punti: le scaglie rossicce che proteggevano quel corpo immenso, al tatto, erano dure e scivolose. Sembrava che Aaronne ci stesse prendendo gusto.

Un drago! Stento ancora a crederci.” disse Cyvin verso la ragazza. “Chissà quanti uomini hai ucciso.”. Aaronne si era bloccato, le mani ferme sul torace della creatura, gli occhi bianchi, privi di qualsiasi colore, fissavano un punto imprecisato del suo corpo.

Non ho mai ucciso nessuno” ammise Balger, un lungo sospiro gli era uscito dalla bocca, “mi sono sempre nutrito di tanti piccoli animali...che fatica cacciarli. E poi non posso allontanarmi dalla grotta!”.

Bravi, bravi! Complimenti, è proprio un bel quadretto famigliare!” la voce di Duncan Evenmoore echeggiò fra le pareti della grotta, mentre le sue mani schioccavano in un coreografico applauso. “Sono davvero commosso.” continuò l'uomo avvicinandosi al gruppo.

Aireen fu la prima ad accorgersi della sua presenza e ne rimase stupita.

Perché avete quelle facce?”. Gli uomini di Duncan stavano facendo ingresso bloccando ogni via di fuga. Erano tanti, e molti attendevano all'esterno un qualsiasi ordine per intervenire.

Cosa abbiamo qui?” chiese Duncan avvicinandosi ancora a Balger, le torce dei suoi uomini illuminavano l'ambiente rendendolo accettabile alla vista di tutti. Il drago aveva socchiuso gli occhi a causa della luce a cui non era abituato.

Un drago!” disse stupito. Il suo sguardo si posò su Aaronne e, osservandolo, gli provocò una risata: “Un bambino cieco!”. Il tono era volutamente sarcastico.

Cosa vuoi, Duncan?” chiese Cyvin piuttosto irritato.

Quella domanda aveva attratto la sua attenzione: “Giusto te cercavo, cacciatore di taglie, perché vorrei che mi portassi i saluti a quella buon'anima di Nathan Derr e tu...chi saresti?” chiese osservando la figura del Druido. I suoi occhi si erano accesi di quell'inquietante verde chiaro: “Non ha importanza chi sono, ma quello che vuoi da Balger!”.

Presto lo vedrai! Presto lo vedrete tutti!” urlò Duncan alzando le mani verso il tetto di roccia, sembrava preso da un delirio di onnipotenza. “Ma vi rendete conto” continuò, “che ci troviamo di fronte al primo, vero, sublime incontro fra bene e male!”. Il tono della voce era calato, senza però perdere quella determinazione che l'aveva sempre contraddistinto. Qualsiasi cosa avesse in mente, la rendeva palpabile attraverso la voce e le idee che aveva pianificato.

Oggi questo mondo cadrà ai miei piedi, con esso subirete la perdita di tutto ciò che c'è di convenzionale: compresa la vostra stupida vita!”.

Cyvin rise a quelle frasi, ma quel gesto aveva attirato l'attenzione di Duncan su di sé. “Basta con queste idee stupide e fantasiose. Dimentichi l'esercito del re, a Prodigit.”.

Il re non è altro che un burattino nelle mie mani. Il suo esercito è fedele a me, insieme agli Storrioni, che aspettano solo che scenda la notte. E' tutto previsto. Ci sono solo due piccoli inconvenienti che devo sbrigare...adesso!”.

Balger si ritrasse, gli occhi controllavano ogni movimento degli uomini di Duncan.

Tranquillo, draguccio, non ti ucciderò subito, ma molto lentamente.”.

La cosa che irritava di più Aireen era l'arroganza che assumeva sempre quell'uomo. “Parlaci del bene e del male” disse interrompendo la sua risata.

Duncan accartocciò le mani e le sfregò, gli era sempre piaciuto vantarsi delle sue idee: “Il male sono io, il bene...siete voi!” disse indicando Aaronne e Balger. Il bambino si era nascosto dietro Aireen cercando protezione, non poteva vederlo ma bastava ascoltare la sua voce.

La leggenda narra del giorno fatidico in cui tutto avviene. Avrete notato anche voi com'è cambiato il tempo, bé...sta peggiorando.”.

Perché non la finisci con questa pagliacciata?” lo interruppe Cyvin. La spada gli cadeva lungo il fianco e spesso aveva osservato gli uomini di Duncan schierati davanti a loro.

Quanta fretta hai di morire?”, poi Duncan si concentrò sul Druido: “So cosa avevi in mente, unire il drago e il bambino per sconfiggere il male!” e rise di nuovo, più forte di prima. Solo lui rideva, mentre i suoi uomini erano intimoriti dalla stazza che aveva Balger.

Scusate, mi sono dimenticato di avvertirvi che Balger non può volare. Lo so, è strano come il destino complichi le cose.”.

Cyvin ripensò alle parole di padre Borryn, ricollegandole a tutto ciò che gli era accaduto dopo. Balger deve volare! Ecco cosa gli aveva detto padre Borryn.

E perché mai non puoi volare?” chiese il Druido al drago. La risposta la diede subito: “Soffro di vertigini!”.


Saryo alle 09:40 in: racconti, fantasy, il cacciatore di taglie
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giovedì, 05 febbraio 2009

"Il cacciatore di taglie" (33°-34° Parte)

Colle Rankan2 

(33° Parte)

A lato della catena di montagne c'era una strada che portava verso le vette, la sabbia lasciava posto a terra e roccia più consistenti dal colore rossiccio, una sfumatura alquanto bizzarra. Gli zoccoli dei cavalli fecero presa aderendo alla superficie: non c'era più quella sensazione di sprofondare sotto una superficie soffice.

Una serie di altopiani, ecco dove li aveva condotti il Druido per tentare di capire come fermare questo stato di cose. La prima collina era già una sorta di riparo naturale da tutto quel vento, mentre da quell'altezza potevano vedere quello che stava accadendo sotto di loro.

Il gorgo non era altro che un vortice gigantesco che divorava aria e nuvole. Non si trattava di un tornado perché l'imbuto non toccava terra, ma girava su sé stesso modificando le forme del cielo. Sotto i piedi di Cyvin, invece, la sabbia vorticava spostandosi: erano numerosi e si fondevano fra loro quando s'incontravano. Il cacciatore di taglie non aveva mai visto nulla di simile in vita sua e, a giudicare dalle facce degli altri, era la stessa cosa anche per loro.

Il Druido tentò di spiegare: “Si tratta di movimenti della terra” disse osservandoli, “ma non riesco a capire cosa li possa provocare. Non ci sono bestie in grado di fare questo.” con una mano aveva indicato due circonferenze che si erano unite in quel momento. Inghiottivano tutto ciò che incontravano, compresa la poca vegetazione che cresceva sparsa nelle sabbie.

Procediamo!” disse l'uomo avvolto nel mantello, “Balger, da quello che mi hanno detto, vive in una grotta e non esce spesso.”.

Magari odia ricevere ospiti che non conosce direttamente.” aggiunse Aireen.

Magari è un trucco del vostro nuovo amico, disse Nathan alle spalle di Cyvin. Mentre il Druido e la ragazza stavano avanzando lungo il sentiero sopra Colle Rankan, il cacciatore di taglie si era fermato.

Continua pure, m'interessano le tue supposizioni.” disse Cyvin.

Aaronne seguiva la ragazza mentre lo guidava lungo il sentiero, i cavalli erano stati legati ad un masso appuntito: non sapevano con chi avrebbero avuto a che fare, così si erano tutti armati.

Non ti ha mai sfiorato l'idea che il Druido fosse in combutta con Duncan?

Cyvin non rispose alla domanda, ma si fece pensieroso. Nathan continuò: Possibile che l'idea non ti ha nemmeno sfiorato per un istante? Eppure era anche lui alla locanda, poteva essere già d'accordo.

Ma il bambino? Lo abbiamo liberato anche grazie a lui!”

Con solo due guardie a sorvegliarlo? Ero capace anche io a liberarlo!

Non può essere!”.

Cyvin, che fai non vieni?” urlò Aireen muovendo una mano per attirare l'attenzione.

Spero solo che tu ti stia sbagliando!” sussurrò Cyvin mentre si muoveva per raggiungere gli altri.

L'ingresso della caverna era enorme e sembrava che raggiungesse l'altra estremità. Avevano acceso un paio di torce procurate da alcuni arbusti secchi, mentre si guardavano attorno. L'aspetto era quello di una grande bocca priva di denti.

Sembra abbandonata” disse Aireen mentre varcava l'ingresso insieme al bambino. Il terreno era scosceso, c'erano molti spuntoni di roccia che rendevano lo spostamento lento e prudente.

Il Druido si era fermato al centro della caverna, si era spostato più avanti degli altri e non aveva bisogno di vedere grazie ad una torcia, i suoi occhi vedevano meglio degli altri nell'oscurità. Qualcosa si stava muovendo all'interno della roccia, molti passi più avanti a loro. Poi udirono uno sbuffo che echeggiò giungendo a loro: tutti si erano fermati ad ascoltare.

(34° Parte)

Di cosa si tratta?”. Cyvin aveva superato Aaronne e la ragazza affiancando il Druido, entrambi scrutavano l'interno cercando di capire. Sembrava che dal fondo della caverna provenisse del calore, tanto calore.

Udirono dei passi, forse un paio, ma tutto tremò all'interno della grotta, del terriccio era caduto a terra sottoforma di nuvolette di polvere. Aireen si era tirata su il cappuccio.

Alan, non sei armato?” chiese Cyvin osservando la sua figura. Il Druido avanzava cauto, il bastone impugnato nella mano destra lo aiutava a sondare il terreno, per un istante sembrava essersi girato verso di lui. Si era limitato a mostrargli il bastone.

Cyvin gli sorrise imbarazzato. Forse aveva creduto che quell'uomo, o qualsiasi cosa fosse, era un guerriero anche se non lo aveva mai visto in azione, se non per ritrarsi dallo scontro. Lui poteva contare solo sulla sua spada e sul suo istinto.

Avanzarono all'interno della caverna.

Balger! Siamo venuti a parlarti!”. La voce del cacciatore di taglie si era dispersa nell'ambiente, ma era risultata tutt'altro che ferma e convinta.

Pessima idea” sentenziò il Druido.

Forse hai fissato la tua condanna a morte, fece eco Nathan.

Il Druido si era fermato, incerto per quello che percepiva: “Sento la presenza del tuo amico troppo vicino a me, potresti dirgli di stare più lontano? Mi deconcentra.”.

Ti ha già sentito, e non direi che sia mio amico!” rispose brusco Cyvin.

Qualcosa si mosse in fondo alla caverna. Il gruppo si fermò perché dalle movenze, sembrava essere enorme. Due occhi gialli scintillarono vicino alla parete dove terminava la grotta.

Cos'era? Che razza di mostro può mai essere?” Aireen era rimasta indietro per proteggere il bambino, sarebbe stato stupido mettere a rischio la sua vita.

Una voce le aveva risposto dal fondo della sua tana: “Non sono un mostro!”. Il tono della voce era parso forte, colmo di ostilità.

Sei tu Balger?” chiese il Druido, poi fece altri due passi verso quella creatura stipata in fondo alla grotta.

Chi lo cerca?”, uno sbuffo di aria calda si era propagato nella grotta, salendo verso il tetto composto da roccia e stalattiti. Il Druido aveva inquadrato quella creatura ferma sulle zampe posteriori, come se fosse seduta, e intravide alcuni disegni fatti su roccia scura. Scintillava al bagliore delle loro torce.

Non sono rune quelle che stai difendendo, vero?” chiese l'uomo avvolto dal cappuccio.

Rune!” rispose Balger, “Non lo so, ma sono disegni su roccia scalfita nel tempo: molto antichi, sono più vecchi di me!”.

La creatura emise un suono che poteva sembrare uno sbadiglio e si alzò su tutte e quattro le zampe, restando più basso su quelle posteriori su cui gravava più peso. Aireen tirò a sé il bambino non appena si era accorta che razza di animale fosse Balger. Vide le scaglie che ricoprivano tutto il suo corpo, esse luccicavano alla luce fioca delle torce. Cyvin era pronto a difendersi da un possibile attacco.

Balger mosse la testa verso i nuovi ospiti, gli occhi gialli e grandi scrutavano tutte le figure ferme davanti a lui.

Il tono della voce era mutato: “Non mi fate del male, per favore.”.

Cyvin aveva ripetuto la frase detta da Balger, ma era incredulo.

Nessuno ti torcerà una sola scaglia” disse il Druido avanzando verso di lui, “ho portato una persona che vorrebbe conoscerti”, scelse le parole più adatte: “da molto vicino.”.


Balger

Saryo alle 09:13 in: racconti, fantasy, il cacciatore di taglie
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lunedì, 02 febbraio 2009

"Il cacciatore di taglie" (31°-32° Parte)

(31° Parte)

Non avevano ancora raggiunto il portale, che Cyvin fu scaraventato contro il muro di un'abitazione. Il Druido era furioso con lui per ciò che gli aveva tenuto nascosto: Nathan Derr.

A est un flebile bagliore illuminava un cielo strano. Le nubi sfilacciate correvano inseguite da altre di colori differenti, dalle sfumature e tinte inquietanti. Un cielo cupo copriva Prodigit e miglia di deserto, invece, a qualche lega di distanza, uno strano vortice aveva preso a manifestarsi.

Aireen si era messa in mezzo tra Cyvin e il Druido, sperando che le cose non si aggravassero.

E cosa aspettavi a dirmelo?” i suoi occhi lo scrutavano, Cyvin non riuscì a vederli, ma era proprio quello che gli metteva un certo disagio addosso: non poter guardare gli occhi di chi aveva di fronte. Cyvin non pensò a difendere la sua tesi, ma solo a contrattaccare.

E tu cosa aspettavi a dirci di questo...” non servivano parole per descrivere quello che stava succedendo, al cacciatore di taglie era bastato indicare il cielo.

A quell'ora Prodigit non era una città popolosa, al contrario, ma stava accadendo qualcosa. La gente che usciva di casa la mattina presto si fermava con il naso all'insù, catturata da quella luce che illuminava l'alba che nessuno aveva mai visto. Molti rientravano in casa riuscendone subito dopo: dovevano mostrare la loro scoperta, trascinando altre persone ancora addormentate solo per mostrare e dimostrare la scoperta.

Cyvin fece come gli altri: alzò lo sguardo verso il cielo, verso un sole che appariva malato attraverso le nubi che facevano da lente, modificandone forma e colori.

Il mondo è marcio!” si limitò a dire il Druido, il suo corpo assunse una posizione di rassegnazione, come se lui non potesse farci nulla se non affermarlo e forse condividerlo.

Ma ci sarà qualcosa da fare per evitare la morte di tutti!”, Aireen aveva parlato con tono sicuro, anche se quello che le si presentava davanti era un incerto futuro per tutti. Doveva trattarsi solo dell'inizio, della prima fase che attirasse gli sguardi di tutti, per poi proseguire con le altre fasi che non erano ben chiare quali fossero.

Forse, ma devo incontrarmi con Balger. E' vitale che lo incontri per questo motivo.”. Il Druido attirò su di sé l'attenzione di tutti, compreso Nathan. Aaronne si era solo girato verso la fonte di quella voce.

Non accadrà tutto subito, ma lentamente.”. Cyvin non lo stava guardando, nemmeno Aireen, c'erano cose più interessanti che la figura strana che tentava di spiegare, anche se trovava qualche difficoltà.

Un vortice largo qualche miglio si era formato nel cielo, ad un'altezza impressionante. I venti che produceva erano forti, intensi, e riuscivano ad animare un orizzonte che mozzava il fiato. Il gruppetto voleva sentire le parole del Druido, ma voleva vedere ciò che stava accadendo oltre la città. L'avvenimento appariva statico, non provocava danni apparenti.

Venite, ne parleremo strada facendo.”.

Ci farà uccidere tutti e forse a lui non accadrà nulla. Ci avete mai pensato?

Cyvin non mosse un solo istante gli occhi da quello strano spettacolo: “Tu non morirai, Nathan, perché sei già morto!”. Era come se avesse parlato al cielo, mentre le sue parole erano state pronunciate senza alcun tono. Aggiunse: “Cosa mai potrebbe accadere?”.

L'uomo avvolto dal mantello si era staccato dal gruppo, nelle vicinanze dell'uscita c'era una stalla ed era il posto migliore per procurarsi un cavallo, mentre Cyvin, Aireen e il bambino attendevano il suo ritorno vicino all'uscita della città.

Non vedo gli uomini di Duncan” affermò la ragazza guardandosi intorno. Il suo sguardo si era posato sul portale e la vista degli Storrioni la fece rimanere perplessa. “Dì un po'” disse a Cyvin scuotendolo per attirare l'attenzione, “ma quelle guardie non dovevano scomparire all'alba?”.

Cyvin fissò il portale osservando quello che gli aveva suggerito Aireen, dopo sorrise osservandoli svanire nel nulla.

Sorpresa?” disse verso Aireen con una certa soddisfazione sul volto.

C'era anche quella che aveva perso la testa per te” disse Aireen.

(32° Parte)

Gli Storrioni sono il male da estirpare” disse il bambino scaturendo sorpresa nel cacciatore di taglie, ma non solo in lui. Aireen l'aveva preso in braccio mentre folate di vento gli scompigliavano i capelli. Nathan era contento ma non aveva commentato la frase del bambino, tanto solo Cyvin la poteva ascoltare e, visti gli ultimi periodi trascorsi insieme, l'avrebbe presa come l'ennesima frase stupida detta uno spettro, o qualsiasi cosa fosse diventato.

E tu che ne sai di questi...” Aireen non sapeva come definirli.

Me ne parlava mio padre quando ero più piccolo. Non li ho visti, ma è bastato che voi due ne parlaste per capire. La loro carne è corrotta, è maledetta. Possono tornare sulla terra solo di notte e ubbidiscono ai comandi di una sola persona. Forse il re.”. La ragazza fece scendere Aaronne, mentre il Druido si avvicinava con un cavallo sellato.

Andremo a nord-ovest, verso Colle Rankan. E' lì che dovremmo trovare Balger.”. Il Druido si era offerto di portare il bambino, Cyvin e Aireen li avrebbero seguiti su Ronzino e Nathan...bé Nathan si sarebbe arrangiato.

Uscirono attraverso il portale mentre la guardia reale prendeva posto degli Storrioni scomparsi. Dovevano viaggiare coperti a causa del vento che spingeva nubi di polvere nella desolazione di quel luogo. Non c'erano punti di riferimento per Cyvin, ma solo la fiducia riposta in quello strano personaggio che si era messo a guida del suo gruppo.

Se la sua vita fosse finita di lì a pochi giorni, si ritrovò a pensare guardando quel gorgo che ora quasi era sulle loro teste, non sapeva cosa avrebbe fatto. Rimpianti? Fece mente locale tornando indietro nel tempo, valutando quello che aveva fato e come. No, non aveva rimpianti. Aveva vissuto la vita come si era aspettato.

Chi pensi sia Balger?”, la voce di Aireen era forte per superare quella del vento.

Un eremita?” le aveva risposto sorridendo. Ma solo lui si stava divertendo perché quello che stava accadendo era più che grottesco. Da quando era giunto in quel villaggio, si corresse. I suoi pensieri correvano veloci cercando di dare un senso al tutto. Da quando aveva catturato Nathan, ecco da dove dovevano partire i suoi ricordi.

Il cavallo del Druido aveva rallentato l'andatura, portandosi al fianco di Ronzino. Gli occhi di Aireen si erano soffermati su Aaronne, che stava aggrappato dietro la sella, gli occhi chiusi, serrati per la sabbia che si levava per le folate di vento improvviso. Andrà tutto bene, si era trovata a pensare guardandolo.

Le dune si modificavano continuamente, mentre il vento tentava di costruire nuove forme a caso spostando la sabbia.

Il terreno nella distesa desertica si stava modificando, una sorta di sabbie-mobili che avevano forme circolari di varie grandezze. Esse ruotavano e si spostavano: la morfologia della terra stava mutando.

Il Druido non sembrava preoccupato, guidava il cavallo fra gli spazi che gli consentissero di passare. Il cavallo di Cyvin seguiva la direzione che aveva scelto il Druido andando alla stessa velocità.

In lontananza, sullo sfondo di quei cambiamenti geologici così repentini, si stagliavano delle montagne composte da roccia arenaria. Le cime erano piatte e, all'apparenza, lisce; a occhio sembravano alte un centinaio di piedi.

I cavalli si stavano dirigendo in quella direzione, avanzando in fila indiana, mentre, ai lati, i coni di sabbia ruotavano lentamente aspettando qualche vittima che vi finisse dentro. Il colore del cielo aveva preso a tingersi di rosso, come una sorta di tramonto perenne, anche se il sole in realtà si stava alzando. La causa di quello strano evento venne attribuito al gorgo che modificava i venti e lo spostamento delle nubi.

Siamo entrati nella seconda fase!” urlò il Druido verso Cyvin e la ragazza.


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venerdì, 30 gennaio 2009

"Il cacciatore di taglie" (29°-30 Parte)

(29° Parte)

Alan Mc Kanzie, non sapevo fossi tornato a Prodigit!”. La voce proveniva dall'esterno e sembrava la stessa che stava cercando di attirare i peccatori. L'uomo che stava vicino al pozzo si era fatto avanti. Sotto a quell'atrio, l'intensità del vento, era minore: si poteva parlare senza urlare.

Il Druido si era girato senza mostrare se fosse sorpreso di quell'incontro.

Nessuno mi chiama più così, da molto tempo” rispose senza inflessioni nella voce.

Dovreste stare attenti a chi vi scegliete come amico, disse Nathan. Ci mancava solo questa, come se non avessimo troppi problemi già di nostro. Cyvin ignorò le sue parole.

Lo sai anche tu che i giorni stanno per finire” disse voltandosi verso l'esterno, il vento gli mosse l'abito lungo che indossava, sembrava volesse strapparglielo.

Cyvin ed Aireen si limitavano ad ascoltare, mentre la curiosità in loro sembrava crescere come l'intensità della burrasca. Non era un vento comune quello che stava attraversando Prodigit, forse il cielo si era già oscurato senza che loro lo potessero notare. La sabbia, che circondava la grande città, doveva alzarsi in cielo come un muro impenetrabile di terra fina e polvere.

Il Druido si limitò ad ascoltare, una sua peculiarità conosciuta solo da chi aveva avuto a che fare con lui.

L'ultima avvisaglia c'è stata questa notte: qualcuno ha tagliato la testa di uno Storrione. Ricordi la profezia?”.

Aireen e Cyvin si scambiarono un'occhiata fugace. Qualcosa cominciava a montare dentro di loro, forse paura? Inquietudine sicuramente.

La figura del predicatore, così come era apparsa, si era dileguata nell'oscurità che stava dilaniando la città. La sua voce si sentiva appena, erano le stesse frasi che avevano sentito prima. Anche l'enfasi si era smorzata, forse era solo il vento che trasformava la sua voce portandola via, rendendola debole alle loro orecchie.

Non sono superstizioso” esordì Cyvin dopo un lungo momento di silenzio. Il vento fischiava attraverso qualsiasi buco o anfratto, espandendo la sua potente voce. I loro abiti si muovevano nonostante la protezione dell'atrio.

C'è un bambino che ci aspetta” disse il Druido uscendo dal riparo. Cyvin e la ragazza si erano fermati ad osservarlo, scambiandosi un'occhiata: “La fine del mondo sta arrivando?” chiese Cyvin seguendo i passi della figura ammantata di mistero. Mille domande si erano affacciate nella sua mente e lui aveva una grande sete di risposte.

Druido!” urlò Cyvin a gran voce, lui non si era voltato ma aveva proseguito a salire verso il castello del re. Era lì che tenevano rinchiuso il piccolo Aaronne.

Alan! Vigliacco e storpio!”. Il Druido si fermò voltandosi verso Cyvin, ma lo aveva fatto lentamente. Le raffiche di vento erano forti, scuotevano i vestiti con rabbia ma, sia lui che il cacciatore di taglie, non sembravano accorgersene. Erano uno di fronte all'altro. Gli occhi del Druido si erano accesi nell'oscurità del cappuccio, una flebile luminescenza che nessuno aveva mai visto. Nessuno si era mai aspettato di vedere.

Ti sei girato vero? Ho toccato qualche punto debole?” i capelli di Cyvin erano corti, ricci e scuri ma il vento riusciva scostarli. Alcuni schianti risuonavano nelle vicinanze, dovevano essere finestre e persiane che rispondevano alla forza della natura.

Il Druido fece un paio di passi verso di lui, il bastone stretto nella mano destra: “Cosa vuoi da me, cacciatore di taglie!”. La sua non era una domanda.

La verità!”. I due si fronteggiarono con gli sguardi e Cyvin sembrava non temerlo, come se volesse fomentare uno scontro.

Se vuoi un consiglio...ti stai ficcando in un mare di guai! Lascialo stare! Ma Cyvin ignorò le parole di Nathan. Persino Aireen aveva provato a dissuaderli ad un confronto che non avrebbe portato a nulla di buono, ma fu ignorata.

Conosci più di quello che vuoi far intendere, ma ci tieni all'oscuro. Ci offri il tuo aiuto ma ci neghi la possibilità di sapere quello che sta accadendo.”.

La verità...” il Druido era avanzato di altri due passi, la mano stretta al bastone: “...non è per tutti!”.

(30° Parte)

La verità non è per tutti, vero?” urlò Cyvin con tutta l'aria che avesse in gola. Tirò a sé la corda legata al cavallo e sfoderò la spada. Aireen si era messa tra loro tentando di scongiurare uno scontro diretto, ma Cyvin non ne voleva sapere. Alcuni fulmini erano caduti nei pressi di Prodigit, illuminando, per alcuni istanti, le due sagome poste una di fronte all'altra.

Gli occhi del Druido si erano accesi di una luce verde chiara, ma intensa. E Aireen si ritrovò a chiedersi quale potere celasse all'interno di quel mantello.

Cyvin si era portato avanti per colpire, per uccidere, senza provare alcuna paura, e la sua spada svicolò in un fendente al corpo, poi un altro successivo.

Rimasero tutti pietrificati.

L'arma del cacciatore di taglie attraversava quel corpo senza arrecare danno, come se il suo avversario fosse diventato uno spettro. Cyvin aveva continuato con dieci affondi ottenendo lo stesso risultato. Il corpo del Druido era divenuto etereo, impalpabile.

Ti sei sfogato, cacciatore di taglie?”

Cyvin! Il mio nome è Cyvin! Ti rimane così difficile da ricordare?”, la sua voce era frustrata, spaventata e irritata.

Gli occhi del Druido erano tornati normali: nascosti dietro al cappuccio.

Allora proseguiamo” disse voltandosi verso la parte alta della città.

* * *

Ti hanno trattato bene? Hai mangiato?”. Aireen si stava prendendo cura di Aaronne che era finalmente libero. Gli dava attenzione e lo teneva sempre vicino, come farebbe una mamma, o la persona a lui più vicina. La ragazza non aveva mai saputo come dare affetto ad un bambino come lui, ma ci era riuscita con il tempo, sforzandosi sempre di capire quali fossero le sue esigenze.

Il vento aveva imperversato per tutta la notte, come non era mai successo a Prodigit. Nessuno ricordava un tempo simile. Fra poco sarebbe sorta l'alba, ma era differente dalle altre che si erano succedute per secoli.

Aaronne, da quando era stato liberato, non aveva detto una sola parola limitandosi a rispondere con dei gesti. Cyvin, mentre percorrevano la stessa strada a ritroso, si era fermato spesso ad osservare il bambino. Quegli occhi bianchi che fissavano il vuoto gli avevano sempre fatto riflettere.

Prodigit era immersa nell'oscurità, solo poche torce erano rimaste accese, nascoste in angoli donavano chiarore rendendo parzialmente visibile la città, o i soli punti dove le fiamme riuscivano resistere.

E' stato facile!” disse Cyvin compiacendosi, “un gioco da ragazzi!”.

Troppo facile” aveva detto il Druido. “Duncan aveva messo solo due guardie alla prigione del bambino. Non mi convince molto.”, il rumore dei loro passi veniva spazzato via dal vento che s'incanalava lungo la via. Ronzino seguiva Cyvin, era sempre legato alla lunga corda e si trascinava lento seguendoli.

Ora che siamo tutti, dovremo trovare Balger, immagino. Speriamo che possa aiutarmi, sono stanco di vagare senza conoscere la mia strada, il mio destino.

Prima che Cyvin potesse rispondergli, il Druido aveva esclamato: “Non so perché, ma sento che non siamo soli. E' solo una sensazione la mia.”. Cyvin e Aireen si scambiarono un'occhiata senza commentare.


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martedì, 27 gennaio 2009

"Il cacciatore di taglie" (27°-28° Parte)

(27° Parte)

La locanda del Giglio! Lesse Nathan. Non ha tutti i torti Aireen, potevano scegliere qualcosa di più caratteristico.

L'insegna era in legno di acero, con scritte più scure per risaltarne il nome, due torce erano fissate al muro della locanda per illuminare la strada. Una staccionata di pali robusti era stata montata vicino all'ingresso per chi non avesse avuto tempo di portare il cavallo in una stalla.

Nonostante fosse tardi si udivano delle risate che provenivano dall'interno, ma non ci dovevano essere molti avventori a quell'ora.

Avete fame?” chiese Cyvin. Perché aveva parlato al plurale?

Il sarcasmo non ti manca mai, vero Cyvin?

Devo ancora abituarmi al tuo...stato.” gli rispose guardando la ragazza.

E' un peccato che io non possa sentirlo, ma una cosa è certa: siete una bella coppia!”, poi Aireen rise mentre stava salendo i tre gradini per accedere all'ingresso.

Non si trattava di un locale di lusso, ma di una bettola, per quello che era riuscita a vedere la ragazza. Non era nemmeno entrata, limitandosi a dare una sbirciatina. Ma quando aveva sentito una voce che non le era sconosciuta, tanto era bastato per bloccare anche Cyvin. Gli fece segno di ascoltare.

In fondo al locale c'era un uomo girato di spalle, proprio nelle vicinanze del bancone, che chiacchierava con quello che doveva essere l'oste, o almeno gli abiti che indossava lo facevano apparire tale.

Un altro giro! Offro io!” urlò l'uomo rivolto all'oste. Un paio di cameriere erano sgusciate fuori dalla cucina portando vassoi pieni di brocche e bricchi di coccio. La schiuma delle bevande ne fuoriusciva ad ogni sobbalzo che facevano fare a tutti quei bicchieri, cercando di schivare la gente che voleva appropriarsene con avidità. Se c'era una cosa che gli abitanti di Prodigit amavano fare, era voltarsi a fissare chi varcava la soglia della locanda. Aireen era parzialmente visibile.

L'oste aveva smesso di parlare, incuriosito dal nuovo ingresso che stava per avvenire. Qualcun altro aveva alzato il bicchiere di coccio urlando un brindisi: “Alla mora che sta entrando in questo momento!”. La sua voce, il suo modo di rimanere in piedi a stento, aveva provocato altre risate nei compagni.

L'uomo girato di spalle fu incuriosito da quello che stava succedendo lì dentro, così cominciò a voltarsi. Un altro uomo, che se ne stava seduto ad un angolo e che dall'ingresso non poteva essere visto, si alzò per andare verso l'uscita. Portava un mantello che lo avvolgeva, un cappuccio che gli copriva il volto. Un bastone gli sgusciava dalla mano, spostando con forza un tizio che barcollava con un boccale alzato in aria.

A quanto pare il mondo è piccolo” disse l'uomo che avevano incontrato fuori le mura di Prodigit.

E pieno di ubriaconi” aveva continuato Aireen.

Il Druido si era messo davanti alla donna, impedendo la visuale all'uomo vicino all'oste. “Sapete chi è quel tizio là in fondo?” gli aveva chiesto spingendo entrambi fuori dalla locanda. Erano scesi oltre i gradini e si erano voltati verso il Druido.

E' Duncan Evenmoore” rispose Aireen.

Ottimo! Vedo che hai studiato. E sapete cosa fa precisamente?”.

Cyvin non ne sapeva niente, se non ciò che aveva appreso dalle parole della ragazza, ma non si era estraniato dalla discussione, anche se in tanti anni che era stato a Prodigit non ne aveva sentito parlare molto.

Tutto ciò che è male!” disse Aireen senza scendere nei particolari.

(28° Parte)

Facciamo un accordo” disse il Druido rivolto ad entrambi, “io vi aiuto a liberare il bambino, a patto che voi mi accompagniate in un luogo.”.

Cyvin ed Aireen fissarono l'oscurità nel cappuccio di quello strano personaggio, il volto ne era completamente celato e, forse Cyvin, aveva creduto di vedere in un paio di volte un fioco bagliore, forse una sorta scintillìo dei suoi occhi. Che strano personaggio che era il Druido.

La voce era calda, tranquillizzante, qualcosa che era indefinibile e astratta. Insomma: da ascoltare per capire, perché infondeva una certa sicurezza in chi gli stava di fronte.

Dipende dal luogo in cui devi andare. Senti...” Cyvin cercò di scrutare ciò che si nascondeva in quell'oscurità, ma senza un apparente risultato. “...Druido, o come ti chiami, non mi piace affatto la piega che sta prendendo tutta questa storia. L'hai detto tu che io sono sempre stato un solitario, uno che si crogiola nelle sue piccole certezze quotidiane, che non ama dipendere dagli altri. Ma qui si travalica la mia sopportazione!”.

Intanto sei in debito con me di un boccale di idromele!”. Si spostarono verso Ronzino che attendeva di essere slegato e tornarono a parlare.

Devo incontrare Balger!” disse il Druido saltando ogni tipo di giri di parole.

Ha detto Balger? Chiese Nathan. Si sentiva escluso perché poteva parlare solo con Cyvin, rimanendo fuori da tutte le discussioni che venivano fatte. Quanto era frustrante per lui!

Balger?” chiesero in coro sia Cyvin che Aireen. Se Ronzino avesse avuto il dono della parola, avrebbe posto la stessa domanda.

E' quello che ho detto! BALGER” il Druido fissò per un istante i due. “Lo conoscete?”.

No! Ma qualcuno mi ha detto che dovrei...incontrarlo.” disse Cyvin. Infine si girò verso la ragazza: “E tu perché conosci quel nome?”.

Si sta preparando un temporale!” disse il Druido avviandosi verso l'incrocio con la strada principale. Cyvin e la ragazza si guardarono con aria interrogativa, mentre il cacciatore di taglie finiva di slegare il cavallo.

No, dico, ma lo avete scelto voi, o si è unito da solo al nostro gruppo?

Lascia perdere, Nathan. Non ora!”. Cyvin si era avviato verso l'incrocio affiancato da Aireen che gli chiese: “Cos'ha detto Nathan?”.

Nulla di intelligente, come al solito.”. Ronzino li seguiva a passo lento, gli occhi che scrutavano la via e la coda che frustava la pancia in maniera ossessiva.

L'aria si era fatta più fresca, il vento soffiava a raffiche attraversando le vie e creando piccoli mulinelli di terra appena visibili dalle luci delle torce che si scuotevano.

Proseguirono verso la cima della città ed era notte fonda. Alcune fiamme si dimenavano per l'intensità del vento che sembrava crescere, alcune si erano spente.

Che tempo strano!” disse il Druido a capo del piccolo gruppetto. Alcune persiane avevano preso a sbattere violentemente, mentre una decina di persone erano sfilate alla loro sinistra, dirigendosi verso le proprie case. Nessuno aveva fatto caso a loro tre, non li avevano degnati di un solo sguardo.

Una voce, era difficile capire da dove provenisse, tentava di sovrastare la potenza del vento: “Fratelli, è tempo di redimersi! Voi, che avete peccato, avrete poco tempo per espiare le vostre colpe!”.

Non c'entrano questa volta i gigli, vero?

Non credo!” rispose Cyvin. Aireen si limitò a mandargli un'occhiata, senza chiedere cosa avesse detto Nathan, anche se era curiosa.

L'uomo ha bisogno di credere!”. Cyvin si era avvicinato di più al Druido perché le parole che aveva detto erano state portate via dal vento. “Puoi ripetere?” urlò quando era nei suoi pressi.

Il Druido si era fermato, alla loro sinistra c'era una piazza battuta dal vento, al centro, invece, un pozzo s'intravedeva appena. La penombra stava inghiottendo quella parte della città. “I predicatori! Si stanno moltiplicando!” urlò verso Cyvin. “Succede spesso quando qualcosa di oscuro si affaccia nella nostra epoca!”. Cyvin aveva sentito ogni singola parola, ma sperava di essersi sbagliato. Vide l'uomo dal volto celato fargli segno di seguirlo.

C'era un uomo nei pressi del pozzo, forse era proprio il predicatore a cui si riferiva il Druido. Li guardava mentre si dirigevano sotto un portone ampio, i suoi abiti svolazzavano per la forza del vento.

Cyvin varcò l'atrio, dopo una decina di passi c'era un portone chiuso. Almeno l'intensità del vento, lì sotto, era calata. Ronzino era sempre più nervoso, i suoi occhi osservavano tutto ciò che si muoveva: era vigile, attento.


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domenica, 25 gennaio 2009

"Il cacciatore di taglie" (25°-26° Parte)

(25° Parte)

Ronzino sbuffò, scalpitò sulla sabbia fresca che era tutta intorno a loro. Quelle distese di polvere e terra tanto fina erano gli unici spettatori quella notte.

Cyvin era già salito in sella aspettando che la ragazza facesse altrettanto, mentre accarezzava la testa del cavallo sussurrando: “Un'altra corsa, giuro che sarà l'ultima volta che entriamo a Prodigit di notte, te lo prometto!”. Ronzino aveva sbuffato come per risposta, i morsi fissati al suo muso erano stretti, ma non in maniera eccessiva. Della bava gli era colata in terra, i suoi occhi erano fissi sul portale, sull'arco di roccia che dava il benvenuto in quella grande città. A destra e sinistra, le mura, si perdevano per miglia. Prodigit sembrava una città che non aveva fine.

Aireen era salita dietro, solo adesso aveva notato che Cyvin aveva bardato il suo cavallo. Una specie di maschera di cuoio, le lunghe orecchie uscivano da buchi abbastanza larghi e il muso sembrava ricevere protezione.

Stiamo andando in battaglia?” chiese all'improvviso a Cyvin.

L'uomo teneva in mano le briglie, era pronto a dare il comando a Ronzino. “Una specie!” le aveva risposto. Scosse le redini, il cavallo si alzò per un istante sulle zampe posteriori, tornando nella posizione precedente. Il vento cominciò a scuotere i capelli della ragazza.

Qualsiasi cosa vedrai, non commentare. Anzi, se non apri la bocca è meglio!” l'avvisò Cyvin.

Le mura distavano meno di un miglio, ma Cyvin non voleva stancare il cavallo, non ancora. Le mani di Aireen erano strette sui fianchi del cacciatore di taglie, ma lei non era nervosa, si sentiva abbastanza tranquilla. Si sentì stupida a pensare ad Aaronne in quel momento, come se volesse divagare su quello che stava per accadere. Magari Cyvin aveva solo esagerato. Possibile che fosse tanto pericoloso attraversare il portale di notte?

Prodigit si stava avvicinando, o forse era meglio pensare che fossero loro a correre verso di lei. Un urlo di incitamento fece aumentare l'andatura, Aireen si strinse di più a lui per non cadere.

Cento passi, ancora cento passi e ce l'avrebbero fatta. Il portale sembrava privo di sorveglianza, ma...

Aireen sussultò per quello che stavano vedendo i suoi occhi: due guardie divennero visibili ai lati delle colonne. Mai viste due guardie così, indossavano armature scure e borchie di acciaio che scintillavano alla luce delle torce. Due grossi elmi coprivano i loro volti e guardavano entrambi nella loro direzione; erano armati di lance, ma non aveva visto alcuno scudo a protezione.

Ronzino aveva aumentato ulteriormente l'andatura, la sabbia si alzava sotto gli zoccoli in nuvole di polvere, la ragazza faticava a rimanere in sella.

Il cavallo cambiò direzione, all'improvviso, guidato dall'istinto di Cyvin. Sembrava sapere cosa stesse facendo. Puntarono in direzione della guardia appostata alla colonna destra, Aireen cominciò ad avere paura.

La ragazza sentì che Cyvin aveva estratto la spada, vide la lama rimanere ad una certa altezza, pronta ad affondare sul nemico. Che fossero uomini oppure no, lo scontro stava per accadere nel giro di pochi istanti.

Erano quasi entrati a Prodigit, l'arco di roccia si stagliava sopra le loro teste con la sua magnificenza.

La guardia che avevano a destra aveva tirato indietro la lancia, pronto a scagliarla contro Cyvin, senza però fare in tempo. La ragazza non ne era sicura, perché lo scontro era durato poco, pochissimo, giusto il tempo che ci aveva messo Ronzino a superare il nemico in velocità.

Aireen si era girata indietro, quasi sbilanciandosi, ma doveva vedere. La spada che stringeva Cyvin era intrisa di sangue, persino il cavallo si era macchiato di quel liquido scuro. Ma come era successo?

Sussultò dilatando gli occhi per quello che aveva visto, o aveva creduto di vedere. Il corpo della guardia, subito dopo lo scontro, era caduto in ginocchio, aveva anche sentito il clangore dell'armatura al contatto con il suolo. La testa era rotolata in terra, raggiungendo quasi il centro del portale.

Ronzino non aveva rallentato affatto, adesso arrivava il vero pericolo.

(26° Parte)

Tieniti stretta a me! Non cadere per nessun motivo!”. Appena Aireen aveva sentito la voce di Cyvin quasi perdersi nel vento, un urto violento l'aveva quasi disarcionata. Il fiato le si spezzò in gola, le mani che le tremavano senza possibilità di controllo. Aveva cercato la forza per girarsi, per capire, quando vide in terra la lancia che l'aveva colpita con una tale violenza...

Aireen cercò di rimanere calma, spesso ci riusciva ma non in quelle drastiche situazioni. Sentiva lo scudo che quasi faceva parte di lei. Le schegge di legno si erano sparse ovunque, sfasciando parte dell'asta che l'aveva appena colpita, chissà come si era ridotto lo scudo, si trovò a pensare.

La ragazza non riusciva a capire nulla, le immagini dei palazzi correvano veloci ai suoi lati senza che li potesse vedere. C'era poca gente in giro, solo qualche viandante che si girava a fissarli, tornando poi ai fatti propri.

Stava tornando la calma, almeno quella era la sua speranza. Ne aveva abbastanza di Prodigit, ed erano appena riusciti ad accedervi senza perdere la vita. Un gioco d'azzardo, ecco cosa le era apparso quel tentativo di forzare le difese della città.

Stai bene?”, Cyvin aveva tirato le briglie e il cavallo si era messo al trotto.

Definisci il termine bene, per favore!”.

Sì, insomma, sei tutta intera? Te l'avevo detto di reggerti!”. Cyvin diede un buffetto sulla testa di Ronzino, il cavallo sbuffò, forse gli dava fastidio quella maschera di cuoio. Lo scalpitio degli zoccoli s'inerpicava fra le case di Prodigit. Alcune lanterne erano fissate ai muri delle case: la strada non era completamente al buio.

Ce l'avete fatta ad arrivare! La voce era giunta alle spalle di Cyvin, mentre lui ed Aireen stavano smontando dalla sella. Al cacciatore di taglie quasi gli era venuto un collasso per la paura.

Ma ti pare questo il modo!” sbraitò in direzione di Nathan. Cyvin forse aveva alzato troppo la voce, se qualcuno lo avesse sentito o visto, chissà cosa avrebbe pensato.

Ci risiamo, vero?” chiese Aireen ricomponendosi, cercando un modo per disfarsi dello scudo fissato alla sua schiena.

Aspetta che ti aiuto”. Una volta che la ragazza fu libera di muoversi afferrò Cyvin per la gola mandandolo contro la parete di una casa. Aireen vide le imposte di una finestra aprirsi, qualche curioso che li osservava, poi tornò sul viso del cacciatore di taglie. I loro visi erano vicini, gli occhi che si scrutavano.

Non ti azzardare mai più a giocare con la mia vita!” disse Aireen, il torace che si muoveva veloce assecondando il respiro. Cyvin stava per controbattere, ma lei lo zittì stringendo la mano al collo: “Non ho finito. C'era bisogno di mozzargli la testa?”.

Cyvin si divincolò, la sua mano aveva afferrato il polso della ragazza allontanandolo, voltando il corpo di lei in una sola mossa fluida, veloce. Il viso di Aireen si era ritrovato a poche spanne dalla parete e lui che le stava dietro bloccandone ogni mossa.

Mi sorprendi sempre di più, ragazza.” disse Cyvin, le sue mani che bloccavano quelle di lei, ma senza farle del male. “Gli ho mozzato la testa perché dovevo farlo, è il loro punto debole. Se tornassi al portale, noteresti che è già in piedi, con una testa nuova già ricresciuta, chiedendosi ancora cosa sia successo.”.

Aireen rise, la morsa di Cyvin si allentò per farla voltare, forse si era calmata abbastanza per poterci parlare.

Pensi che sia così stupida? Così ingenua? Tu mozzi una testa, e questa ricresce subito dopo?”.

Entrambi erano uno di fronte all'altra mentre la tensione sembrava calare.

Non è che succeda subito, così!” Cyvin aveva schioccato le dita della mano, “ci vogliono parecchi minuti, forse anche un po' di sofferenza, ma succede.”.

Posso intervenire? Chiese Nathan. Scusate se interrompo il vostro simpatico dialogo, ma c'è un bambino che aspetta di essere liberato!

Ben detto, Nathan, ma prima dobbiamo passare alla Locanda del Giglio.”

Locanda del Giglio?” chiese Aireen per conferma. Cyvin annuì. “Certo che hanno molta fantasia per i nomi” continuò lei.


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giovedì, 22 gennaio 2009

"Il cacciatore di taglie" (23°-24° Parte)

(23° Parte)

Non abbiamo altre cose da dirci!” disse Cyvin per congedare quella strana figura. Non era nemmeno curioso di scoprirgli il volto, non più, visti gli argomenti che portava con sé.

Forse Aireen non era del suo stesso avviso, forse aveva altre vedute, altri punti di vista rispetto al cacciatore di taglie. La ragazza, forse, aveva compreso che fosse molto di più di quello che diceva di essere.

Tu, cosa sei?”.

Erano tutti e tre in piedi, tre figure ferme sulla distesa di sabbia, un oceano che riluceva di un bagliore scintillante alla luce della luna. Aireen e Cyvin aspettavano una risposta.

L'uomo sembrò quasi sorridere, almeno era questo che si era immaginata la ragazza.

E' iniziato tutto oltre quelle mura, ricordi?”, la mano del Druido aveva indicato Prodigit, una città che scalpitava di vita che s'intrecciava in migliaia di incontri, in apparenza casuali. “Ricordi Aireen?”.

La ragazza abbassò lo sguardo sulla sabbia che scintillava, i ricordi le affiorarono nella mente con prepotenza, quasi spinti o provocati.

L'innocenza...” aveva aggiunto il Druido scrutandole il volto.

Adesso basta!” urlò Cyvin, la spada in pugno si era levata minacciosa verso quella figura, ma Cyvin non avrebbe mai infierito veramente, o forse... “Non vedi cosa stai facendo?”.

Le sto solo facendo ricordare!” gli disse con voce più alta, il volto nascosto nell'oscurità del cappuccio si era voltato a guardarlo, la pelle di Cyvin si era accapponata, un brivido gli aveva percorso la spina dorsale: una cosa che non aveva mai provato.

Non ho mai dimenticato” disse Aireen, spezzando quell'atmosfera che si era creata fra Cyvin e il Druido. “E' vero, forse ho fatto delle azioni che ne hanno provocate delle altre, che non mi sarei mai aspettata.”.

Aireen alzò lo sguardo, fiera, ma una sorta di malinconia si poteva vedere nei suoi occhi, una specie di sofferenza che la dilaniava, che forse avrebbe portato con sé, per sempre.

La spada che teneva in pugno Cyvin, ricadde lungo il fianco. Non era più una minaccia.

Forse, un giorno, ci rincontreremo. E non m'importa se oggi vi ho fatto nascere più dubbi e perplessità, che certezze. Buona fortuna!”. Proseguì verso le mura di Prodigit, senza voltarsi una sola volta a guardarli, il bastone penetrava la sabbia ad ogni passo che faceva la sua gamba destra, con un cadenza regolare.

E con questo, credo di aver visto tutto!” esordì Cyvin dopo attimi di silenzio che erano parsi ore.

Finalmente vi ho trovato! Bé, che sono queste facce da funerale? Mi sono perso qualche cosa?

Non sono dell'umore adatto, Nathan, non adesso.”.

E' tornato? Come sta Aaronne? Dove lo tengono?”. Aireen sembrava essersi dimenticata di quello che era successo poco prima, le serviva qualcosa su cui pensare, su cui sperare.

Dille che Aaronne sta bene, che è rinchiuso in una cella vicino al castello e che mi è sembrato che goda di ottima salute. Non parla molto.

Cyvin ripetè quello che Nathan era riuscito a scoprire, Aireen sembrava aver preso fiducia.

La notte era pregna di silenzio intorno a loro, il chiarore della sabbia mostrava i contorni delle mura della città che si estendevano per miglia. Adesso era il momento ideale per muoversi, c'era qualcuno da cercare.

(24° Parte)

Ecco il piano! Nathan entrerà attraverso l'ingresso, tanto nessuno lo noterà!”. Cyvin si era recato da Ronzino, afferrando lo scudo: “Ecco, mettilo dietro la schiena, ti riparerà.”, aveva indugiato per un attimo sullo sguardo della ragazza.

Uno scudo dietro la schiena?” chiese incredula Aireen, “un altro dei tuoi infallibili piani, immagino”.

Sei mai entrata a Prodigit di notte? Hai mai sentito parlare degli Storrioni?”.

Aireen negò con un gesto: “Solo di giorno, ci sono entrata solo di giorno, perché?”.

Re Eldor è furbo, da tempo ha chiesto l'aiuto degli Storrioni per la protezione delle mura esterne, e con loro non si scherza. Ne ho visti tanti morire tentando di accedere alle mura. Sappi che non sono uomini comuni.”.

E tu...noi ci riusciremo!” disse guardandolo negli occhi.

Vi compensate! Conoscete entrambi particolari importanti...Nathan indugiò, quasi fosse stato il destino a farvi incontrare.

Per favore, Nathan, puoi evitare di ripetere quella parola per almeno una decina di anni?”.

Ha detto destino?” chiese Aireen, la ragazza rise: “non è strano come questa parola ci accomuna così tanto? Nathan non c'era quando l'abbiamo incontrato.”.

Incontrato chi?

Cyvin sistemò lo scudo fissandolo alla schiena della ragazza, chiudendo alcune cinghie di cuoio. “E' una storia troppo lunga da raccontare, vorrei solo che fosse stato un sogno. Ora siamo pronti!”.

Ci vediamo oltre l'ingresso, vi troverò io.


Ronzino era pronto, fremeva per quello che stava per fare e non era la prima volta. “Un gioco da ragazzi” aveva detto Cyvin, anche se non parlava a nessuno: Nathan si era avviato verso la città e Aireen non sapeva cosa aspettarsi da questa azione stravagante. Si chiedeva cosa erano tutte queste premure nei suoi confronti, sul cavallo. Cyvin era...concentrato.

Il cacciatore di taglie si prendeva cura del suo cavallo bisbigliandogli alcune frasi, accarezzandolo amorevolmente quasi fosse l'ultima volta che avrebbero cavalcato insieme. Che strano, pensò Aireen. Si voltò verso l'ingresso di Prodigit, verso un portale sempre aperto e, da quella distanza, non si vedeva alcuna guardia. Chi mai potevano essere questi Storrioni?

Cyvin sembrava disinvolto, almeno nei suoi gesti. Aveva persino afferrato la spada, controllandone il filo della lama, rinfoderandola poi a lato della sella. La notte era calma, silenziosa, alcuni bagliori erano visibili all'interno delle mura di cinta, illuminando flebili contorni delle case costruite all'interno. Aireen non era mai entrata di notte, forse per quel motivo nasceva in lei una sorta di curiosità.

Sei pronta?” le chiese Cyvin, il suo sguardo era serio, aveva persino indossato una giubba di cuoio legata sul petto con dei cordini dello stesso colore.

La ragazza sorrise incerta, ma poi assunse la sua solita aria sicura: “Sono nata pronta!”.


Saryo alle 17:41 in: racconti, fantasy, il cacciatore di taglie
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