"Io, Katy e Lupo" (35°- 36° Parte)
“Non è possibile! Avevamo due di loro e ce li siamo fatti uccidere!”, il viso di Mark Collins parve scoppiare, le vene s'intravedevano sulla fronte lucida. Sbatté un pugno sul tavolo del suo ufficio, facendo cadere un paio di penne in terra. Lui e Tom Loud erano collegati in video – conferenza per le ultime novità.
“Va bene” ammise Tom, “li ho sottovalutati, non pensavo piazzassero anche due cecchini vicino al lago. Come potevo saperlo?” chiese alzando le mani.
“Almeno dimmi che il pilota è salvo ed è nelle nostre mani!”.
Tom lo confermò con un gesto affermativo.
“E come vanno le cose sull'Interstatale? Dimmi che non ci sono problemi anche lì!”.
Tom Loud si piazzò davanti alla telecamera montata sul portatile, in modo da mostrarsi a Mark: “Stiamo procedendo nei limiti di tempo, ma lì è più complesso.”.
Interruppero la conversazione, l'avrebbero proseguita più tardi quando le persone all'interno dell'autobus sarebbero state tratte in salvo.
* * *
La Polizia di Contea partì dallo spiazzo in cui si erano parcheggiati, seguiti da tre furgoni e da una Hammer. I tre ragazzi di Tom Loud erano saliti sulla grossa jeep del Reparto Speciale Tattico di Difesa, che dovevano proteggerli ovunque e con ogni mezzo. La missione Dreamland era stata classificata con un codice Arancio, per la pericolosità in cui si operava: i Dreamer si esponevano di persona, ma non correvano il rischio di perdere la vita come successe all'interno della chiesa. Ben quattro Agenzie Governative cooperavano per la loro incolumità.
“Non è eccitante?” chiese Samantha agli altri due che le sedevano di fianco, “Mi sembra quasi di stare in un film di azione.”. Nei posti anteriori c'erano due uomini della Sicurezza, che avevano separato la parte anteriore dal resto del mezzo con una lastra di plexiglas, forse un po' per privacy.
“Io non mi sto affatto divertendo” le rispose David Coldbar. Sedeva a destra continuando a fissare il panorama che scorreva veloce. Non c'era molto da guardare, solo una interminabile, piatta, pianura. I lampeggianti blu illuminavano i cartelli rifrangenti, quando li passavano.
“Dio, quanto sei noioso David! Pensavo che nessuno avrebbe battuto John Duly, ma tu gli stai dando del filo da torcere!” disse Juliet Crazy.
Il divisorio della jeep si abbassò di due dita e un agente si rivolse ai tre ragazzi: “Manca poco al nono chilometro, perciò adesso fate un po' di silenzio fino a quando non avremo finito!”.
Sul display della radio di bordo si accese un led, poi si udì una voce: Stiamo seguendo via satellite il percorso del tir che trasporta il carburante. I dati corrispondono, ripeto: i dati sono corretti. Prestate attenzione perché è in avvicinamento! Dieci chilometri da adesso.
“Ma che diavolo vuole fare Tom? Come li avviserà quelli dell'autobus?” chiese Samantha. Juliet scosse la testa senza rispondere, David si tirò più avanti per ascoltare i due agenti.
“Ricevuto, Comando!” risposero per radio.
Samantha si girò a destra, aveva sentito un rumore simile a quello provocato dalle pale di un elicottero. Diede un colpo al braccio di Juliet e le indicò fuori dal finestrino. L'Hammer sobbalzò sulle buche della strada sterrata sulla quale avevano appena girato. Si stavano dirigendo verso un bosco che cresceva a cinquanta metri dall'Interstatale 121.
Un Elephant Ch 47 stava sorvolando i veicoli, le doppie pale montate in cima al velivolo facevano un rumore assordante e alzavano grandi quantità di polvere. I tre ragazzi rimasero a fissarlo per parecchi secondi. Due Caccia F16 sorvolarono la zona finché scomparvero all'orizzonte.
“Che stile che ha Tom Loud!” disse Samantha, aveva ancora la bocca aperta per la sorpresa.
La jeep si fermò dietro un bosco di acacie e altri alberi a grosso fusto, una delle poche isole verdi che ci fossero in quella zona fra campi coltivati.
Gli sportelli anteriori si aprirono. I due agenti della sicurezza scesero dal mezzo, seguiti dai tre Dreamer.
Da uno dei furgoni spuntarono cinque uomini della Swat, in assetto tattico da battaglia: elmetti, armi e corpetti lucidi anti proiettile, la scritta bianca risaltava come un pugno nell'occhio.
Le radio sintonizzate sulla frequenza criptata di emergenza non erano quasi mai mute, le squadre si stavano appostando e comunicavano fra loro. Tom Loud, attraverso il satellite, dirigeva la seconda missione.
Dietro il bosco, in mezzo a un ampio terreno non coltivato, l'elicottero Elephant Ch 47 atterrò provocando clamore e alzando nubi di terra e polvere. I tre ragazzi si ritrovarono a fissare quella scena, schermandosi gli occhi da quella specie di bufera.
Dalla radio portatile di uno degli agenti udirono: Squadra di Recupero pronta ad iniziare il prelievo. L'elicottero si sollevò da terra e scomparve oltre le cime degli alberi, molte auto di curiosi avevano rallentato per guardare, provocando una lunga coda sull'Interstatale. Una chiazza d'olio era apparsa sull'asfalto, probabilmente caduta da qualche mezzo.
(36° Parte).
Cecchini appostati, disse una voce per radio. L'elicottero a due pale fece un volo stazionario sulla strada dove sarebbe avvenuto l'incidente. Due portelloni laterali erano aperti e due uomini della Swat, affacciati da entrambe le parti, imbracciarono un fucile di precisione con annesso visore.
Iniziamo volo di acquisizione Target! disse il pilota del velivolo.
Samantha, David e Juliet si spostarono per seguire l'elicottero a vista, finché notarono che andava dalla parte opposta da dove sarebbe venuta la cisterna di carburante. Da dove si trovavano, potevano vedere un autobus blu che si stava avvicinando al chilometro 9 e 200 metri.
“Ma cosa hanno intenzione di fare?” chiese Samantha, la domanda rimase senza risposta, non potevano fare altro che osservare per capire.
Videro tre uomini della Swat armeggiare con qualcosa, finché calarono alcune catene che penzolavano nel vuoto, poi si calarono agganciati a delle funi, lentamente. L'elicottero stava raggiungendo l'autobus, che procedeva senza rallentare. Si posizionò sopra il tetto a molte decine di metri, virando per seguirne la corsa. I tre ragazzi non dissero più nulla, non potevano in quel momento.
L'Elephant Ch 47 scese di quota, mentre gli agenti salirono sul tetto dell'autobus. Agganciarono dei potenti magneti al tetto e, l'autobus, sbandò quasi uscendo fuori strada. Ci fu un attimo di tensione.
Target acquisito e pronto per il trasporto!
Samantha staccò gli occhi da quella scena, per osservare cosa accadeva più avanti, quasi nel punto in cui sarebbe avvenuto il disastroso impatto. Si portò le mani alla bocca e bloccò il respiro per qualche secondo. Anche David e Juliet si girarono da quella parte.
“Oh, mio Dio!” disse Juliet.
L'elicottero si alzò di quota, aumentando lentamente velocità e sollevando l'autobus. La motrice che trasportava la cisterna scivolò di lato. La cisterna si piegò staccandosi dalla motrice e passando sotto le ruote dell'autobus, finché esplose in un boato. Il carburante, che si era riversato sulla strada, prese fuoco. La Polizia di Contea aveva bloccato il traffico prima dell'incidente.
I tre Dreamer respirarono di nuovo e urlarono di gioia abbracciandosi, solo dopo tornarono a guardare l'elicottero che stava mettendo a terra l'autobus ancora integro. La gente affacciata ai finestrini non credeva a quello che era appena successo. Una cosa mai vista, se non nei film di azione.
Squadra Alpha si attesta a protezione del target, disse una voce per radio.
Ricevuto, rispose Tom Loud, e complimenti ancora per la missione portata a termine con successo!
In lontananza stavano per giungere due furgoni bianchi, senza alcuna scritta sulle fiancate, ma con due lampeggianti blu sul tetto. Raggiunsero l'autobus, che non aveva ancora aperto le porte laterali.
Da uno dei due mezzi scese John Duly, vestito di un camice bianco e una mascherina sulla bocca. Fece un gesto per salutare i tre ragazzi, poi attese che la porta dell'autobus gli venisse aperta per salire.
“Come faranno a capire chi dovevamo salvare?” disse Juliet.
“Ma lo hai visto John com'era vestito? Secondo me s'inventeranno una balla su un ipotetico incidente con materiale inquinante, preleveranno il sangue a tutti e...” disse David Coldbar.
“...e John scoprirà chi è la persona che si doveva salvare!” terminò Samantha Green. “Secondo me è una donna!”.
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