"21 dicembre 2012" (18° Parte)
Non abbiate paura! La frase aveva violato l'intimità di Davide e Corrado, senza alcun preavviso. Entrambi, anche se l'avevano percepito come un pensiero estraneo, non avevano avuto il coraggio di dirlo. Corrado si limitò a dire: “Questo posto è strano, mi mette i brividi.”. Davide non disse nulla, limitandosi a guardare Arianna che si era spinta fin sotto la pianta centrale. Il vento fischiava attraverso i rami sottili ed esili dei tre alberi, il cielo era scuro come poche volte l'avevano visto.
Sono la tua coscienza, lascia che ti guidi! Poi udirono una risata di bambino. Davide si voltò verso il collega tentando di comprendere...
Lasciateli stare, non vedete come li state confondendo?
Corrado si portò le mani alle tempie, come per scacciare un forte mal di testa.
“Ma che diavolo succede?” chiese Davide, la domanda l'aveva rivolta alla bambina che forse ne sapeva più di loro.
“Siete di fronte al più complesso Campo Magnetico che si è sviluppato in Italia!” disse una voce, ma questa volta era reale, non indotta mentalmente.
“Dovete essere di veduta larga, aprire la mente per nuove esperienze e – cosa più importante – dominare le vostre paure.”. I due uomini raggiunsero Arianna fin sotto l'albero, Corrado aveva estratto la pistola caricando il colpo in canna, doveva muoversi chino a causa dei rami bassi che coprivano gran parte della radura.
“Allora? Vi volete mostrare, oppure continuiamo a giocare a nascondino...”. Arianna era calma, non mostrava alcuna paura. Alzò lo sguardo su Corrado, poggiò la mano sulla canna della pistola facendogliela abbassare. Poi la sua attenzione tornò sulla radura, verso quella cortina di vegetazione che sembrava proteggere quel luogo.
Adesso ci mostreremo, disse la voce nella mente dei due uomini, ma non fateci del male!
Corrado avanzò superando i tre alberi.
Un bambino uscì fuori dalla boscaglia, seguito da un altro un po' più alto. Corrado e Davide rimasero impietriti osservando decine di adolescenti che, lentamente, si mostravano loro. Non c'erano solo bambini, ragazzi di tutte le età, ma anche un paio di adulti erano usciti dal fitto del bosco. Mostrarono i palmi delle mani, per dimostrare che non erano armati, né che fossero ostili.
“Spero che non ve la siate presa” disse uno degli adulti, “ma a Francesco piace fare gli scherzi, è più forte di lui.”.
“Francesco!” ripeté Corrado.
“Proprio lui” disse indicando un bambino dai capelli castano scuro e un sorriso stampato sulla faccia, “è un bambino speciale proprio come lo è Arianna.”.
“Ma loro...chi sarebbero.” mormorò Davide. Era confuso osservando tutti i volti che li stavano fissando. Qualche battutina e qualche risata si erano alzate fra le decine di ragazzini schierati sulla radura.
“Lavoriamo per la stessa Agenzia, ma da oggi avrete un protetto in più. Vai, Francesco, e fai il bravo. Sarai in ottime mani.” disse l'altro uomo, incoraggiandolo a raggiungerli.
Il bambino si guardò indietro per un solo istante, come se volesse salutare i suoi amici alle spalle, poi raggiunse Arianna e i loro due protettori.
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