"Blatte" (1° Parte)
“Dovete fare l'intervento, anche se dovesse avvenire la fine del mondo!”. La segretaria chiuse il registro degli appuntamenti e fissò negli occhi i due ragazzi. “Ragazzi?” disse richiamando la loro attenzione, “ricordate di mettere al collo il tesserino di riconoscimento, sono stufa di sentire lamentele: il tesserino è d'obbligo!”.
Jason Speenler le mandò un sorriso divertito, giocando con il documento appeso al collo: “Lo portiamo sempre con noi, ma è inutile indossarlo. E' d'impiccio mentre lavoriamo”. Si era affacciato alla finestrella dell'ufficio di Brigitte, un'avvenente ragazza dai modi spiccioli e la parlantina veloce. Certe volte, a Jason, gli sembrava di trovarsi nell'ufficio di una biglietteria. In effetti era simile ad una biglietteria.
Morgan Jennings bofonchiò qualcosa nei confronti della segretaria, poi si diresse dall'altra parte dell'edificio, verso i bagni, e si fermò a leggere l'ordine del giorno:
Eseguire intervento presso il Complesso alberghiero Hotel Pyramid. Sopralluogo delle fondamenta e relativa bonifica.
Brigitte uscì dall'ufficio preceduta dal suono dei suoi tacchi: si trovavano in un ambiente vasto, una sorta di grande magazzino adibito anche ad uffici. “Ho delle novità per voi” disse ai ragazzi recandosi verso il vano di stoccaggio delle attrezzature. Aprì una porta ed attese che i due la seguissero.
“Ieri pomeriggio sono arrivate e sono orgogliosa di mostrarvele!” disse impettita. Indicò quattro scatole di cartone dalla forma anonima, il sigillo di sicurezza era stato reciso.
Morgan e Jason si avvicinarono e sbirciarono all'interno, poi tirarono fuori le nuove attrezzature da lavoro: due serbatoi collegati a delle cinghie, lance lunghe un metro e mezzo dai comandi facili ed intuitivi.
“Coraggio! Che aspettate, provatele!” disse lei ansiosa di vedergliele addosso.
Jason corrugò la fronte osservando la ragazza: “Guarda che mica stiamo indossando il vestito della prima comunione!”. Morgan rise ed incalzò: “Siete tutte uguali, basta che c'è qualcosa da indossare e diventate tutte ansiose! Certe volte sembri mia madre.”.
“Fate come vi pare, buon lavoro!”. Brigitte girò i tacchi e tornò da dove era venuta.
Jason non riuscì a resistere e le urlò dietro: “Si! Lo confermo, e poi vi offendete pure!”. I due ragazzi risero, mentre provavano la nuova attrezzatura, scoprendo quanto fosse comoda e di facile uso.
Si presero una buona mezz'ora per prepararsi all'intervento, scegliendo il prodotto migliore da utilizzare in quel luogo. L'arte della disinfestazione era una cosa seria nell'ottica dell'azienda in cui lavoravano. Si trattava di processi ben precisi: individuazione delle aree colpite, studio degli animali che le infestavano, ed infine eliminazione degli stessi e di possibili focolai futuri. Le tane e le uova venivano individuate e distrutte: il cliente doveva essere sempre soddisfatto.
Jason finì di sistemare l'attrezzatura sul mezzo, mentre Morgan preparava tute, guanti e maschere nella cassa posteriore del pick up.






