"Io, Katy e Lupo" (21° Parte)
“E cosa stavi aspettando a dirmelo?”, la voce di Tom risuonò così alta, che persino i tecnici si erano voltati nella loro direzione. Tentò di controllarsi. Dalla tasca della giacca estrasse un telefono cellulare e compose un numero. Si era spostato di qualche metro durante la conversazione, e forse si era messo in contatto con lo stesso Mark Collins.
Donovan e Lucy tentarono di capire con chi stesse parlando, anche se continuavano a fissare i monitor montati dietro le siepi.
Mentre Tom continuava a discutere, uno dei tecnici si girò verso di lui: “Capo, il tizio sta uscendo in questo momento!”. Tom si girò per osservare i monitor e fissò l'uomo dal cappello da cow-boy. Rifletteva su come far muovere le tre squadre e, soprattutto, quando dare i comandi.
“Squadra Uno, tenetevi pronti a fare irruzione!” disse per radio, “Attendete che i cinque entrino dentro, poi defilatevi come previsto.”.
Attese che la prima Squadra rispondesse, poi pensò alle altre due. Questa volta, sia Mark che Tom, avevano scelto di usare le Squadre Speciali dei reparti di Polizia, molto più preparate in ambiti cittadini. Conoscevano le procedure d'intervento quanto le squadre militari, ma in quel caso non avevano avuto scelta.
“Squadra Due e Tre, voglio la massima protezione sul nostro uomo. Confido su di voi!”. L'attenzione di Tom, infine, si spostò sui due Dreamer. Tutti e tre si spostarono più in là, quasi a voler confabulare, ma, a quanto poteva apparire adesso, le basi stesse della missione potevano essere state compromesse.
“Secondo quello che avete detto, una volta neutralizzati i cinque individui, bisognerà salvare la vita al prete da un maledetto lampadario.” disse Tom, cercando di mantenere un tono di voce basso. Donovan e Lucy si guardarono per un attimo.
“E' probabile.” disse il ragazzo, “Ma siete stati voi a svegliarci prima del tempo, perciò...”.
“Va bene. Lo abbiamo dovuto fare per la vostra sicurezza.”, poi Tom pensò a come proseguire con il suo piano già mentalmente costruito.
Lucy interruppe i suoi pensieri: “Senti, è inutile girarci in torno. Non possiamo sapere cosa succederà lì dentro...” la ragazza stava per fare una richiesta azzardata, “...ma facci partecipare, potremo essere molto d'aiuto.”.
“Tutti e due” disse Donovan, “abbiamo ancora la possibilità di usare il Libero Arbitrio, giusto?”. Tom si strofinò la guancia con la mano, senza sapere cosa rispondere: forse era troppo rischioso.
“Dovrei sentire il parere di Mark...” cercò di giustificarsi.
“Per una volta, usa le palle se le hai. Ti stiamo offrendo un aiuto per salvare quella dannata vita, e io la sfrutterei prima che noi due dovessimo cambiare idea.” disse Lucy, fissandolo negli occhi. Forse fu quel tono della voce, forse la determinazione della ragazza che quasi fecero breccia in Tom Loud.
“Va bene, ma non azzardatevi a morire!” disse a entrambi, “Dovrete avere cento occhi, lì dentro e metterò tutta una squadra dietro le vostre chiappe!”.
La conversazione venne interrotta da una chiamata per radio: “Quì Squadra Uno, abbiamo avvistato un furgone verde con i vetri oscurati, credo si tratti dei nostri bersagli, passo!”.
Tom e i due ragazzi si spostarono verso i monitor, il furgone comparve davanti a una delle telecamere che riprese anche cinque uomini vestiti in mimetica scura, i volti erano coperti da un passamontagna, le armi già imbracciate.
“State pronti a muovervi, Squadra Uno!” disse Tom, alcune gocce di sudore apparvero sulla sua fronte e la tensione iniziava a montare.
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