domenica, 23 agosto 2009

"Io, Katy e Lupo" (2° Parte)

Lupo

Hai un dono, ragazzo, dovresti esserne felice.

Una maledizione, ecco quello che ho, altro che dono...dovrei essere con i miei amici, chessò, giocare a pallone, leggere qualche fumetto, non sedere su una panchina e parlare con un cane e con...” Donovan si zittì valutando cosa fosse Katy, “...cosa saresti tu?”.

Mentre voi parlate, io vorrei fare un giro. Sento odore di cagnette, sapete com'è!”. Il ragazzo si fermò a fissare Lupo, facendo una smorfia di disappunto. “Come mai parli solo ora? In tutti questi anni eri muto come un pesce, e adesso...”.

Sono gli incubi che fai. Si è rotto un meccanismo che ha stravolto la tua vita e Lupo, a modo suo, ha sempre parlato. Comunque io sono un'anima incastrata fra il tuo mondo e il mio, un'essenza impalpabile che interagisce con le due realtà.

Impal-cosa? Certe volte non ti seguo e credo che dallo psicologo ci andrò da solo!”.

Avevo venticinque anni quando è successo, credo di essere morta in un incidente, insomma di morte violenta e impalpabile vuol dire che non si può toccare.

Lupo iniziò a leccarsi le parti basse, poi annusò l'aria. “Se mi sleghi, prometto che parlerò pochissimo! Sento che sta arrivando Dorothy. Ti prego.” il cane fissò gli occhi del ragazzo, quasi facendo uno sguardo languido. “Ma Dorothy è una bassotta, che te ne fai?” gli chiese quasi schifato, “Ma è in calore!” tentò di giustificarsi Lupo. “Va bene, ma non la importunare troppo” disse Donovan slegandolo.

Ci fu un attimo di silenzio, mentre Lupo correva in direzione di Dorothy. Donovan appoggiò la schiena alla panchina di marmo, i piedi quasi sfioravano il terreno brullo e secco.

Facciamo un patto, disse Katy interrompendo il silenzio che si era creato, io e Lupo ti daremo una mano per salvare quelle persone, forse è per questo che sono incastrata qui.

E se fosse tutto un errore? Se io non dovessi salvare quelle vite? Se tutto questo si dovesse ritorcere contro di me? Che faccio poi?”.

Ci sono io a darti una mano, tentò di incoraggiarlo Katy, eppoi non vedo perché non dovresti aiutare quelle persone. Forse, attraverso te, hanno una seconda possibilità di vivere.

E se poi la morte dovesse prendere di mira me?”.

Vuol dire che hai fatto un tentativo e che la tua vita doveva terminare così. Nessun rimpianto, ragazzino! Ma ammettiamo che tu non volessi più agire, riusciresti a dormire la notte senza alcun rimorso?

Donovan ci pensò per qualche istante: “Lo sguardo di quella bambina, mentre la macchina si allontana, non mi lascerà per un pezzo.” disse rimuginando a quel ricordo.

E' per questo che dobbiamo agire insieme, disse risoluta Katy. Ma ti avviso: la morte tenterà di portarsi via le sue vittime comunque, per questo, quando sognerai, dovrai stare attento ai più piccoli dettagli.

Va bene, accetto il tuo aiuto.”.

Non ci sono più le cagnette di una volta, Dorothy non mi ha quasi degnato di uno sguardo” s'intromise Lupo. Annusò l'aria cercando di captare la presenza di Katy, finché si accucciò vicino a Donovan: “Mi sono perso qualche cosa?”.

Nulla di importante, a parte che abbiamo formato un gruppo di salvataggio contro la Morte formato da: un ragazzo, un cane parlante e un'anima in pena!”.

Va bene” rispose Lupo, si grattò un orecchio con la zampa posteriore e sbadigliò, “però mi spetta razione doppia di pappa, passeggiate più lunghe e una cuccia più confortevole. Ah! La coperta puzza, ne vorrei una nuova.”. Donovan alzò lo sguardo al cielo privo di nuvole e sospirò rumorosamente.

Spero di non dovermene pentire!”.


Saryo alle 20:02 in: racconti, horror, io katy e lupo, primo sogno
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martedì, 18 agosto 2009

"Io, Katy e Lupo" (1° Parte)

 

La Morte

Aspettate, non è uno scherzo! Sto dicendo sul serio, dannazione!”. Lupo, il suo cane, si era girato alzando una zampa, urinando sull'albero e strattonando il guinzaglio, quasi facendolo cadere dal marciapiede. Donovan imprecò osservandolo mentre completava la sua pisciatina.

Ragazzo, ci stai facendo perdere tempo!” disse l'uomo, quasi incredulo.

Se salirete in quella macchina e partirete, voi morirete! In che lingua devo diverlo?”. Il petto di Donovan si gonfiava e sgonfiava a ritmo serrato e si era accorto che gli mancava un po' di diplomazia per quello che stava tentando di fare.

La moglie del tizio uscì dall'auto, mentre la bambina si era ammutolita. “Mamma forse dovremmo dargli retta...” aveva balbettato affacciandosi dal finestrino, una lacrima le rigava una guancia, gli occhi che fissavano quelli della madre.

Io non ci penso proprio a rinunciare alla nostra vacanza, per cosa poi? Un moccioso che ci dice di non partire altrimenti...” e poi soffocò una risata.

Mamma...” la bambina aprì lo sportello posteriore della station wagon appoggiando entrambi i piedi a terra, la mano sinistra che poggiava sul tettino e...

Un incidente, ecco cosa vi capiterà se partirete!”. Donovan strattonò appena il guinzaglio e il cane gli si mise seduto di fianco.

Sparite, te e il tuo dannato cane. Abbiamo perso anche troppo tempo. E' agosto e non mi va di passare le ore in mezzo al traffico.” disse l'uomo avviandosi dalla parte del conducente.

Tanto non ti daranno mai retta!”. Donovan si raggelò, il suo sguardo si abbassò su Lupo, il Siberian Husky, che sembrò ricambiare il suo sguardo. “Tu parli!” disse di getto il ragazzo.

Certo che parlo, noi partiamo lo stesso e...” disse l'uomo sbirciando il quadrante dell'orologio legato al polso, poi fece una smorfia prima di proseguire: “...non me ne frega niente di quello che hai detto. E' assurdo quello che dici!”. Le portiere dell'auto sbatterono quasi all'unisono, il motore si accese in pochi istanti e Donovan si ritrovò a guardare il cofano posteriore che si allontanava. Vide la bambina in ginocchio sui sedili posteriori, le mani appoggiate al vetro, e l'auto scomparve appena voltata la curva.

L'attenzione di Donovan, ora che la famiglia era partita, cadde su Lupo. Il ragazzo non disse nulla, forse quella voce se l'era solo immaginata. “Che stupido” disse il ragazzo a voce alta, il guinzaglio estendibile ricadeva in terra, “per un attimo avevo temuto che tu parlassi” disse rivolto al cane. Lupo alzò lo sguardo su di lui, la bocca si allargò come per sorridergli e qualcosa che non era un abbaio gli uscì di bocca: “E avevi sentito bene!”.

Mamma mi manderà da un psicologo” disse Donovan, serio. S'incamminò verso il parco in cerca di ombra, Lupo lo seguiva a un metro di distanza. “Ci mancava solo che sentissi il mio cane parlare” disse sedendosi alla prima panchina libera, “come se non bastassero i miei dannati incubi!”.

L'aria di agosto era calda, caldissima. Era stata una pazzia uscire quel pomeriggio per tentare di avvisare quella famiglia...

Donovan si voltò di scatto verso Lupo, sentiva intorno a sé l'aria quasi elettrizzata, qualcosa che era difficile da spiegare se non da provare. “Hai detto solo due frasi oggi” disse al cane, “ma forse è solo la mia immaginazione. Forse è solo questo cavolo di caldo, c'è da impazzire.”.

E lo dici tu a me? Io, che vivo con questa pelliccia tutti i giorni!”.

Donovan non rispose, ma si alzò di scatto. “E adesso che cavolo succede?” fece per pulirsi i jeans come se stessero andando a fuoco. “Qualcosa mi ha toccato!” disse rivolgendosi al cane.

Allora puoi sentirmi! Disse una voce dal nulla. Donovan si portò le mani alle orecchie, Lupo annusò l'aria e un ringhio basso partì dalla sua bocca.

Senti, mi chiamo Katy e forse sei l'unico che può sentirmi. Ti prego, rispondimi se mi senti. Donovan si girò lentamente verso la fonte della voce, nel suo sguardo traspariva smarrimento, paura. Fece si con la testa. Grazie al cielo qualcosa è cambiato! Ah, l'incidente è appena avvenuto.

Quale incidente?” balbettò Donovan, lo sguardo che vagava in cerca di Katy.

Le persone che dovevi salvare, sai, sono andati a prenderli adesso.


Saryo alle 20:11 in: racconti, horror, io katy e lupo, primo sogno
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