lunedì, 25 maggio 2009

"21 dicembre 2012" (12° Parte)

La barba dell'uomo era intrisa di sangue, quasi secco, ma non aveva fornito una sola risposta alle domande che gli erano state fatte. Piagnucolava a volte, quasi volesse liberarsi di quello che portava dentro. La pazienza di Corrado stava per venire meno.

Per chi lavori!” urlò Corrado afferrando le tronchesi dal tavolo.

Lasciate che ci provi io” disse Arianna con la sua vocina esile, dolce.

Corrado si era girato verso di lei, mettendosi in ginocchio all'altezza del suo viso: “Non dovresti assistere a queste cose. Non sono cose da...sentire, né da vedere” le disse.

Arianna superò Corrado avvicinandosi all'uomo legato. Occhi negli occhi lo scrutava in silenzio, nessuno era intervenuto per fermarla.

La bambina rimase in quella posizione per diversi minuti, l'uomo non si oppose a ciò che stava avvenendo. Sembrava accettarlo.

Non è solo” disse Arianna in tono convinto, “agiscono in due, un altro senza casa...credo sia un polacco”.

La bambina tornò ad osservare il suo volto in silenzio, corrucciò le sopracciglia, si concentrò. “Sei pronto a seguirmi?”.

Il tizio strinse le labbra fissandola negli occhi. Sembrava essere nato una specie di legame fra i due, qualcosa di particolare che aveva avuto la scintilla da Arianna. La bambina era speciale, con il tempo lo avrebbe dimostrato ancora.

Un nuovo rumore attirò la curiosità di Corrado, era quello tipico di pale e rotori che girano vorticosamente: un elicottero volteggiava sopra Borgo Pio, forse ad una ventina di metri dai tetti degli edifici.

Spostò le tende per osservare la piazzetta deserta e, in alto, vide un elicottero nero e i portelli laterali aperti. Due corde furono calate fino al tetto di un palazzo. “Temo che avremo visite” disse Corrado senza staccare gli occhi da ciò che ne stava uscendo.

Davide afferrò il collo di Hans con una stretta morsa, finché l'uomo iniziò a rantolare. Gli occhi vagavano in cerca della bambina, o un appiglio per difendersi.

Corrado aveva visto anche troppo e sapeva di quale reparto facevano parte quegli uomini. I cecchini si erano calati sopra l'edificio, armati con un Remington – 700 e muniti di visore diurno e notturno. Non stavano affatto scherzando: sparavano per uccidere e non facevano prigionieri.

Il collega allentò la morsa, l'uomo ricominciò a respirare riprendendo il colore naturale della pelle. “Allora li hai condotti fino a noi?” chiese quasi urlando.

Hans riprese fiato.

Non possiamo ucciderlo!” disse Corrado al collega, poi spostò la sua attenzione su Hans: “Non vuoi che accada, vero?”. La domanda non gli aveva lasciato respiro, le risposte potevano essere solo due.

Ascoltami!” disse Corrado afferrando il prigioniero per la maglia, “non devono scoprire questo posto! Devi depistarli!”. Il tono della sua voce non era mai stato così serio, almeno da quanto Davide ricordasse.

Hans annuì con un gesto.

Cinque cecchini scesero lungo le corde fissate all'elicottero, i fucili legati dietro le spalle. La divisa scura era comoda, confortevole, prodotta per essere indossata anche se chi la portava doveva stare nella stessa posizione per ore. I caschi neri, auricolari per comunicare qualsiasi comunicazione, erano oggetti standard per le Agenzie Non Governative.

Squadra Alpha attestata e in attesa!” disse uno di loro prima di inquadrare la piazza nel mirino del fucile. “Attendo Luce Verde!”. L'auricolare gracchiò finché una voce gli disse di attendere l'ordine successivo.

L'uomo alzò il pugno della mano destra, gli altri presero posto ai tre angoli ancora liberi.


Saryo alle 09:07 in: racconti, fantastico, 21 dicembre 2012
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martedì, 19 maggio 2009

"21 dicembre 2012" (11° Parte)

Qualsiasi cosa accada, dobbiamo restarne fuori!” disse Corrado. Non era un motto a cui aderire, ma un modo di vivere. Mai schierarsi con alcun fronte. Mai!

Corrado si alzò in piedi lasciando che la bambina proseguisse a disegnare, chiudendosi nel suo mondo di fantasia – e ne aveva molta di fantasia – mentre voleva spiegare a Davide cosa sarebbe successo di lì a poco.

I tempi sono maturi, temo.”.

Per cosa?” chiese Davide.

Le manifestazioni diventeranno sempre più accese, le contestazioni più violente. Le frange estreme stanno richiamando più adesioni, l'odio monta e la povertà cresce. Il governo italiano, è solo questione di tempo, approfitterà della situazione instabile per imporre lo stato di Legge Marziale.”.

Davide non disse nulla, limitandosi ad annuire con il capo.

L'itinerario della manifestazione era stato reso pubblico dai media: Piazza Risorgimento doveva essere il luogo d'incontro di una parte che aderiva alla protesta. Le urla della gente venivano scandite dal battito delle mani. Alcune persone stavano passando vicino all'ingresso del loro ufficio e, Corrado e Davide, udivano rumori di schianti, vetri infranti e sirene di antifurto che cominciavano a suonare. Non si dissero nulla, restando in ascolto dietro la porta d'ingresso.

Un colpo alla porta fece trasalire entrambi: i battenti robusti non avevano ceduto al primo colpo. Arianna si era allarmata, precipitandosi vicino ai due uomini.

E' un barbone!” disse con voce che le tremolava.

Un altro colpo si abbatté contro la porta.

Davide si girò a fissare la bimba, chiedendosi come diavolo facesse a saperlo. Corrado attraversò il soggiorno, aprì un cassetto della credenza ed afferrò una pistola semi – automatica avvolta in un tessuto bianco. Scarrellò caricando il colpo in canna. Aveva uno sguardo preoccupato.

La porta subì l'ennesimo colpo, i due battenti vennero in avanti facendo entrare uno spiraglio di luce. I tre erano in balia di loro stessi, in giro non c'era nemmeno una pattuglia di polizia che potesse intervenire in loro aiuto.

Occupati della bambina!” disse Corrado quasi urlando.

L'ingresso fu quasi scardinato, mentre s'intravedeva il volto del tizio che voleva entrare in casa. La puzza di birra si poteva sentire anche da lì, mentre l'aggressore urlava frasi in un italiano stentato. Il volto era magro, quasi deperito, con una folta barba marroncina che gli scendeva oltre il mento. La voce...qualcosa di sgradevole e acuta. Doveva essere un tedesco trapiantato a Roma da un paio d'anni.

Sono Hans! Consegnatemi la bambina!”.

Questa volta l'uomo colpì la porta a spallate e le due ante erano entrate all'interno quel poco che gli permettesse di osservare l'interno.

Vieni qui, piccolina!”. Poi gli uscirono delle risate quasi isteriche.

Corrado tolse le esili catene che ancora reggevano la porta d'ingresso e attese che l'uomo colpisse per l'ultima volta. Si ritrovarono faccia a faccia per un solo istante, poi Corrado lo colpì in faccia con il calcio della pistola, l'uomo crollò in terra in un sussulto.

Allora, cosa vuoi da noi?” chiese Corrado al tizio seduto sulla sedia. Lo avevano legato allo schienale impedendogli di muoversi. Arianna stava seduta sul divano senza che potesse vedere ciò che stavano facendo, ma poteva solo udire. Avevano chiuso le tende e la stanza era piombata in una inquietante semi – oscurità. Sul tavolo della cucina giacevano in bella mostra alcuni arnesi: un paio di pinze, tronchesi, un cacciavite e un piccolo martello.

Hans sputò in terra, quasi colpendo la scarpa di Davide. Alzò lo sguardo in segno di sfida.

Saryo alle 18:44 in: racconti, fantastico, 21 dicembre 2012
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giovedì, 14 maggio 2009

"21 dicembre 2012" (10° Parte)

Tornado nel deserto

Davide rimase solo in casa con Arianna. Non si sentiva a disagio con la nuova ospite, ma sapeva di non avere molta esperienza con i bambini.

Posso avere un po' di latte?” chiese la piccola seduta sul divano del soggiorno, alcune abatjour illuminavano le pareti piene di quadri. I tappeti che ricoprivano il pavimento, rendevano l'ambiente silenzioso e confortevole.

Un po' di latte? E perché no?”. Si alzò dal tavolo ed aprì il frigorifero: Corrado aveva pensato a tutto, riempiendolo per tutte le esigenze che potessero affrontare. Versò del latte freddo in due capienti bicchieri, mentre continuava a dare un'occhiata al video del portatile. Alcune icone lampeggiavano negli Usa, precisamente in California.

La cosa lo aveva incuriosito, l'icona era rappresentata da un cerchio rosso raffigurante una sorta di fiamma.

Una serie di incendi dilaniano la California - 30.000 sono al momento gli sfollati. Migliaia di ettari sono stati distrutti dalle fiamme, il vento, che soffia a 80 km/h, impedisce ai vigili del fuoco di arginare le fiamme.

Come è successo in Australia qualche mese fa” disse Arianna, afferrando il bicchiere colmo di latte dal tavolo.

Davide rimase perplesso, non sapeva se continuare ad osservare il video, oppure girarsi verso la bambina.

Non devi avere paura di me” gli disse, come se avesse percepito quello che passava nella mente del suo protettore. “Siamo come voi, solo che noi abbiamo dei doveri verso l'umanità!”.

Siamo?” chiese Davide, spostando lo sguardo dal video al viso della bambina. Aveva sei anni e sembrava averne di più per come esponeva certi concetti.

Bambini Indaco, pensò l'uomo fissandola negli occhi. Prese il bicchiere e bevve due sorsi di latte. “Non ho paura di te, ci mancherebbe, solo che non riesco a...”

Imparerai con il tempo!” rispose sedendosi sul divano. Indossava un paio di jeans e una camicetta rosa che le stavano benissimo, i lunghi capelli biondi erano legati in due trecce che le ricadevano dietro la schiena. L'espressione era spesso spensierata e sorridente. “Potresti passarmi quel block-notes e una matita? Mi piace disegnare.”.

Davide le passò l'occorrente senza battere ciglio, quasi vergognandosi di non averlo fatto prima: a tutti i bambini piace disegnare. Ma quando torna Corrado? si chiese mentre tornava a fissare il video sul tavolo.

Arianna disegnò un otto orizzontale, colorandolo poi con una matita verde. “Sai cosa vuol dire questo simbolo?” gli chiese avvicinandosi.

Davide ci pensò qualche istante, poi rispose: “Presumo sia il segno dell'infinito.”.

Potrebbe avere anche quel significato, ma per noi è il simbolo del cambiamento” rispose.

Cambiamento...” ripeté, come se stesse valutando di fare una domanda per chiarire quel concetto.

Un cambiamento che avverrà in questi tre anni.”. Arianna si abbandonò sul divano, dondolando le gambe che non arrivavano a toccare il pavimento, “a dire la verità, questo cambiamento è già iniziato l'anno scorso.” volle precisare.

La porta dell'appartamento si aprì facendo entrare polvere e qualche foglia. La figura di Corrado comparve dalla penombra dell'ingresso, richiudendosi dietro di sé la porta. “Questo ventaccio quasi mi si portava via” esordì togliendosi il cappotto.

Allora! Avete cominciato a fare conoscenza?” chiese a tutti e due spostandosi verso la cucina.

Certo! Ho scoperto che Arianna è una bambina molto preparata...ma mi chiedevo se avesse nostalgia dei suoi genitori.”.

Di mio nonno” disse la bimba senza staccare gli occhi dal foglio.

Lo sai che stiamo vivendo in un momento molto particolare, vero Arianna?” chiese Corrado inginocchiandosi davanti al divano. I suoi occhi incrociarono quelli di lei, la voce dell'uomo voleva essere rassicurante. Alcune voci risuonavano dall'esterno dell'abitazione, trasportate dal vento, quasi sibili irriconoscibili.


Saryo alle 15:39 in: racconti, fantastico, 21 dicembre 2012
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mercoledì, 06 maggio 2009

"21 dicembre 2012" (9° Parte)

Anomalie climatiche – prestare la massima attenzione! Una scritta in neretto lampeggiava sul computer portatile di Corrado, collegato alla rete a fibre ottiche. Niente di ché, bisognava sapere dove collegarsi per seguire in diretta ciò che avveniva nel mondo. Centinaia di simboli colorati lampeggiavano segnalando qualsiasi cosa di anomalo stesse avvenendo sul pianeta.

I tornado hanno intensificato la forza distruttiva!”, constatò Davide osservando alcune icone rosse lampeggianti. Gli Stati Uniti d'America erano i più soggetti a tali cambiamenti, ma anche in Italia il clima non stava scherzando.

Il monitoraggio della O.M.P.B.I. aveva un'importanza vitale per i soggetti che stava proteggendo. Attraverso le centinaia di sedi occultate tentava di proteggere persone importanti ai fini futuri.

Corrado aprì un'altra finestra digitando un indirizzo web differente: comparve un indice su cui erano visibili centinaia di web-cam attive. Ne selezionò tre in Italia.

Isola di Stromboli – Vulcano in attività e sotto controllo. Allarme Orange!

Sicilia Monte Etna – Vulcano in attività e sotto controllo. Allarme Orange!

Campania Vesuvio – Vulcano in attività e sotto controllo. Allarme Orange!

Dobbiamo monitorare anche questi futuri eventi possibili.” disse l'uomo al collega quasi stupefatto. “Abbiamo la tecnologia per seguirli, ma anche gli altri uffici stanno facendo le nostre stesse cose.”.

Le telecamere inquadravano i vulcani in lontananza, registrando scosse sismiche o nuove esplosioni piroclastiche che sarebbero potute accadere in futuro. La preoccupazione era alta.

Adesso devo uscire: accompagnerò Mark e Sofia in un altro luogo, più sicuro per loro”, Corrado osservò l'espressione stupita di Davide, ancora intento ad osservare le web-cam sullo schermo. “Hai capito quello che ho detto?”.

Mi occuperò io della piccola, vai pure!”.

Il cielo grigio ricopriva gran parte di Roma, anche se ancora non cadeva una sola goccia d'acqua. Le piccole vie del borgo erano silenziose, spazzate solo da raffiche di tramontana, un vento freddo che ti entrava fino alle ossa.

Entrarono tutti e tre nell'auto senza dirsi nulla. Mark e Sofia si erano limitati ad osservarsi intorno: non erano mai stati nella capitale italiana, e mai avrebbero immaginato di osservarla in quello stato, senza alcun turista che la visitasse, almeno in quella zona.

Stiamo vivendo un brutto periodo” commentò Mark. La frase non sembrava rivolta a nessuno in particolare, magari poteva apparire come una constatazione di ciò che stava avvenendo.

La Disoccupazione Globale è un cancro che sta dilaniando il mondo” disse Sofia Lane, seduta di fianco all'uomo. Potevano anche sembrare frasi fatte, dette magari in altri momenti storici che aveva vissuto l'umanità, ma ora sembravano perfette per quello che stava accadendo.

Nel quartiere di Borgo c'erano molte serrande abbassate, cartelli con scritto Vendesi o Affittasi coloravano molte vie di quel quartiere, rendendolo quasi spettrale. Nelle piazze si riunivano giovani e anziani che avevano molto tempo da perdere, ora. Le piccole aziende licenziavano, poi chiudevano i battenti finché la popolazione dei senza-lavoro aumentava di mese in mese. Una piccola epidemia con una forza distruttiva incalcolabile, perché covava nel corpo delle famiglie che s'impoverivano nel più assoluto silenzio.

Il governo italiano era in allarme a causa del malumore sociale, ma non poteva fare abbastanza. Nessuno poteva agire perché la piaga non la si vedeva, la si poteva percepire nelle chiacchiere della gente, nei gesti dei padri di famiglia che si toglievano la vita, nella disperazione dei vari fallimenti, nei sogni infranti di giovani sbandati. La delinquenza aumentava in silenzio.

Presto le cose sarebbero degenerate in maniera assoluta, e questo Corrado lo sapeva attraverso il monitoraggio dei files in archivio. Davide ci sarebbe arrivato con il tempo, forse a fatti compiuti.

Corrado avviò il motore dell'auto e uscì da Borgo Pio.

Saryo alle 19:37 in: racconti, fantastico, 21 dicembre 2012
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