giovedì, 26 febbraio 2009

"21 dicembre 2012" (1° Parte)

2012-2 

Roma – 21 dicembre 2012 – 13:49


“Siamo di fronte a Castel S. Angelo” disse la cronista facendo un gesto plateale, la telecamera era stata piazzata cinque metri più indietro e riprendeva la donna e ciò che si ergeva alle sue spalle.

Un'altra telecamera montata su un braccio meccanico scese velocemente stringendo sulla sua figura, zoomandole il volto, per poi fare una panoramica del Ponte S. Angelo che attraversa il fiume Tevere. La rete televisiva non aveva badato a spese per quell'occasione, cercando d'investire in apparecchiature in grado di riprendere tutto l'avvenimento.

“Dieci concorrenti si sfideranno questa sera” disse la donna al microfono con tono solenne, “un reality che seguiranno da tutto il pianeta e che terrà con il fiato sospeso tutti.”.

La telecamera aerea riprendeva le statue che vegliavano su quel ponte millenario, mentre la voce della donna continuava a spiegare alcuni dettagli: “Ci sarà un solo vincitore in questa puntata...e porterà a casa un milione di Euro, l'intero montepremi.”.

Roma – 21 dicembre 2012 – 21:10

La povertà dilaga sul pianeta terra ma, come in passato, il governo ha ideato questo show senza precedenti pur di intrattenere il pubblico. L'uomo – l'essere umano – è sempre stato attratto dal sangue, dallo show spettacolare, dal filo che collega la vita alla morte.”. La cronista aveva scelto l'abito migliore per quell'occasione. Si era spostata di lato per far mostrare l'intero ponte alla postazione fissa: dall'alto, il braccio meccanico, scendeva riprendendo la superficie fatta di vecchi sampietrini. Le statue sembravano attendere con pazienza infinita quello che sarebbe avvenuto molto presto.

Tubi d'acciaio, fissati gli uni agli altri, facevano da scenografia esterna. Le luci illuminavano l'intero scenario: un ponte, le statue di marmo, la gente che si radunava fra le due sponde. Centinaia di persone si stavano riunendo per protesta, per non far iniziare uno spettacolo tanto cruento, quanto spettacolare nella sua crudezza. La polizia si schierò in file omogenee e in assetto anti-sommossa. La regia aveva subito inquadrato le due fazioni che si fronteggiavano. Alcuni uomini, muniti di megafoni, scandivano parole contro il governo, contro chi aveva preparato un simile programma.

Mi dicono dalla regia” disse la giornalista, “che gli atleti giungeranno in autobus, scortati dalle forze dell'ordine”. Il vociare della gente oltre le transenne stava aumentando. La tensione, prima che lo spettacolo avesse inizio, era palpabile.

E' tutta propaganda!” urlò qualcuno alla sinistra della donna. Quella frase l'aveva fatta girare, anche se non era riuscita a vedere chi l'avesse urlata.

Ci stanno drogando con questo spettacolo, mentre nel mondo accade dell'altro!”.

Un mormorio di consensi si levò subito dopo.

L'operatore si allontanò dalla postazione, seguendo con lo sguardo alcune persone che si muovevano fra il pubblico crescente. Sui maglioni blu, sia davanti che dietro, c'era la scritta Staff e consegnavano a tutti i presenti degli occhiali con lenti a specchio.

A cosa servono quelli?” chiese alla giornalista.

Gli occhiali?”, la donna sorrise guardando il ponte con le dodici statue di marmo che sembravano vegliare che nessuno, a parte i dieci concorrenti, potesse varcare quel luogo. “Per gustarsi meglio lo spettacolo” rispose schietta.

Alzò lo sguardo al cielo sereno, terso, e vide la luna di un colore affascinante, rossastro. Le vennero in mente i proverbi su quella situazione, su quello stato in cui era l'astro. Un colore di sventura, portatore di disastri. Ma come aveva fatto l'umanità a trascinarsi in un simile vicolo cieco? Se lo chiedeva da anni, ma non era mai riuscita a trovare una risposta.

Roma – 21 dicembre 2012 – 21:30

Intravedo il pullman, regia, state riprendendo?”. La giornalista non era in diretta, sapeva che adesso stava andando in onda uno stacco pubblicitario preavvisato attraverso gli auricolari.

Avanzò spostandosi a sinistra e vide una calca di persone spostarsi verso il mezzo. C'era molta più gente di prima, attirata come mosche sul miele per via dello spettacolo più macabro che fosse stato ideato. E la sua era l'unica emittente che potesse mostrare al mondo ciò che stava accadendo. Uno share che superava ogni previsione.

Tra due minuti tornerai in diretta!” gracchiò una voce negli auricolari, “intanto non perderti lo spettacolo.”.

Stava per iniziare il massacro e la donna si ritrovò a pensare per quale motivo fosse stata scelta lei per la diretta di quell'avvenimento.

Sono quì! Mi vede?”.

La giornalista si girò a sinistra e vide un braccio fra la folla. La voce le parve la stessa del tizio che aveva urlato quella strana frase. Ma era logico che nel mondo stesse accadendo dell'altro, non si sarebbero fermati tutti per osservare quello scempio. Quell'uomo era riuscito ad attirare un pizzico di curiosità in lei.

Lo vide avanzare a stento fra le decine di persone che affollavano il lato sinistro del ponte, finché giunse davanti alle transenne e non era solo. Le mani del tizio tenevano strette quelle di due bambini.

La donna fece due passi verso le transenne, ai lati c'erano dei poliziotti che non permettevano l'accesso, ma erano solo in divisa: un cinturone bianco conteneva un paio di manette e una pistola chiusa nel proprio alloggio. La perfetta divisa di ordinanza.

Mi deve aiutare!” disse l'uomo. La donna lo vide in imbarazzo mentre un poliziotto si era girato per osservarli, ma senza avvicinarsi.

Cosa sta succedendo?” chiese lei guardando l'espressioni dei bambini, che si osservavano intorno anche se poco potevano vedere: erano circondati da centinaia di persone più alte.

Una voce agli auricolari la fece tornare al suo lavoro: “Lo stacco pubblicitario è finito! Tre, due, uno....sei in onda!”. L'operatore iniziò a riprendere la parte opposta del ponte, mentre le forze dell'ordine tentavano di far scendere incolumi i dieci concorrenti. C'era una calca di gente mai vista, cappotti e cappelli di svariati colori venivano illuminati dalle luci montate sulla scenografia dell'evento.

La donna stava per tornare al suo posto: al centro dell'ingresso del ponte, quando due colpi si udirono nitidi fra le urla della folla. Erano petardi?

L'uomo si accasciò sulla transenna abbattendola, i due bambini caddero insieme a lui.

Fu il panico.

La gente tentò di fuggire accalcandosi verso l'esterno, schiacciando l'altra che veniva nella sua direzione. Le urla di terrore accapponarono la pelle della giornalista che si ritrovò a fissare il corpo riverso in terra.

E' morto?” chiese l'operatore alle sue spalle. Gli agenti di polizia non c'erano più, forse mischiati alla folla che tentava di salvarsi. Le passò accanto appoggiando due dita per capire se fosse ancora vivo: “Respira ancora!” disse aiutando ad alzarsi i due bambini.

Il tizio si mosse riprendendo i sensi e sollevando il busto, respirava a fatica. Lo sguardo della donna era incredulo, si vedevano bene i due fori sulla giacca dell'uomo che sarebbe dovuto essere...

Giubbotto anti-proiettile” disse lui issandosi in piedi lentamente. “Un'altra esperienza così e morirò di infarto” disse con un sorriso verso la donna e leggendo il cartellino attaccato all'abito. “Allora...signorina Rose Metter, credo che adesso daranno la caccia anche a lei!”.

Che cazzo sta succedendo Rose?” disse la voce della regia, “è andato tutto in onda e abbiamo dovuto interrompere la trasmissione: un altro stacco pubblicitario!”.

Adesso tenteranno di uccidere anche lei: ci stanno osservando da quei palazzi” disse l'uomo indicandoli, poi riprese i bambini con sé dirigendosi dall'altra parte.

Rose era confusa, i suoi occhi che fissavano gli edifici, la confusione che regnava intorno al Castello e la polizia che tentava di sedare il panico. Sentì altri spari ma provenivano dall'altra parte del ponte, forse erano lacrimogeni sparati per disperdere la folla che tentava di salvarsi.

La giornalista gettò in terra gli auricolari e si voltò verso via della Conciliazione, a quasi mezzo chilometro da lì si ergeva S. Pietro, circondato dallo splendido colonnato. Fece i primi passi per seguire quell'uomo, mentre il suo collega la chiamava per nome cercando di farla tornare in sé. Come poteva abbandonare tutto così? Il suo lavoro...la sua vita.

Dannazione, Rose, cosa credi di fare?”.

Un altro colpo e qualcosa colpì la superficie fatta di sampietrini, le scintille ne erano la prova.

Anche Jack Dowson corse verso via della Conciliazione.


2012 - conciliazione

Saryo alle 09:40 in: racconti, fantastico, 21 dicembre 2012
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martedì, 24 febbraio 2009

"Il cacciatore di taglie" (38° Parte)

(38° Parte)

Due mani avevano afferrato gli abiti di Aireen e di Cyvin trascinandoli indietro, la voce del Druido aveva preceduto quel gesto: “Allontaniamoci da qui!”. I tre corsero lungo il sentiero che tagliava in due il colle, portandosi a ridosso della roccia.

Allora sei vivo!” esclamò Cyvin osservando il mantello che copriva il suo volto. Il vento soffiava spazzando il deserto, ma sotto le rocce era sopportabile.

Mai stato meglio” gli rispose, ma nel suo tono Cyvin aveva pensato che avesse sorriso, pur non avendolo visto.

Guardateli” disse il Druido.

Gli uomini di Duncan si stavano ritirando, almeno così sembrava, anche se c'era confusione. Una figura orrenda si stagliava ad una ventina di passi da loro, sbatteva le ali con impeto senza alzarsi da terra di una sola spanna. Nuvole di polvere si sollevavano vorticando davanti alla tana di Balger.

Il bene e il male combatteranno per il dominio della terra. Era questa la profezia che conoscevo.”. Cyvin aveva ascoltato quelle parole senza staccare gli occhi da quello che accadeva, dal drago che stava combattendo la battaglia, la sua ultima battaglia.

Possiamo aiutarlo?” chiese Aireen.

Non c'è niente che possiamo fare, se non aspettare e sperare.”.

Il ruggito di Balger sovrastava la voce della natura, la figura del drago si muoveva veloce sopra Duncan attaccandolo con gli artigli, mentre le poderose ali lo tenevano in quota.

Duncan rispondeva sferrando colpi mirati, tentando di colpire le membrane di pelle delle ali, parti che erano più vulnerabili.

Il Druido si girò verso Cyvin, che stava fermo al suo fianco. “Non ci pensare nemmeno...” ma non finì la frase perché il cacciatore di taglie si era portato avanti sguainando la spada.

Allora vuoi morire!” gli aveva urlato Aireen per farlo desistere.

Cyvin aveva seguito il fianco del monte per non essere scorto, ma le due creature avevano altro a cui pensare che a un mortale innocuo. L'uomo si sentiva come una formica rispetto al mostro e al drago. Vide Balger scendere quasi a livello della strada, la bocca spalancata, i denti aguzzi come lame. Dalla bocca uscì un getto di fuoco che abbracciò Duncan coprendolo di fiamme rosse, vive.

Cyvin esitò, sentiva l'odore pungente di carne bruciata e non riusciva a distinguere il corpo di Duncan, pensando che tutto fosse finito.

Un urlo straziante si levò sul colle, poi la reazione del mostro che era uscito quasi indenne dall'attacco. L'uomo avanzò di due passi, cauto. La polvere lo assaliva facendogli lacrimare gli occhi, ma lui proseguì concentrandosi su quella battaglia, su Duncan.

Ti ricordi di me? Ti ricordi del cacciatore di taglie?” urlò Cyvin, la spada impugnata saldamente. Le sue domande non ricevettero risposta, ma un'ala del mostro quasi lo aveva colpito, così, l'uomo, si era ritrovato a terra. Due mani lo avevano afferrato e tirato su e Cyvin vide il cappuccio che copriva il volto del Druido: “Ho capito le tue intenzioni” gli aveva gridato.

L'attenzione tornò su Duncan, le armi dei due uomini baluginarono alla luce di un sole che traspariva fra le nubi che correvano nel cielo, una luce chiara, esile.

Cyvin lanciò la spada facendola volteggiare in aria: aveva mirato al fianco delle creatura, una zona scoperta. Il Druido aveva impugnato il bastone lanciandolo verso Duncan. L'arma fendette l'aria roteando su se stessa.

Successe qualcosa in quel lasso di tempo, quando le armi stavano per colpire il bersaglio, l'attenzione di Duncan si era spostata per difendersi. Duncan si era voltato a destra.

Balger richiuse le ali toccando terra, artigliando la roccia con le zampe e la sua bocca si era aperta afferrando il collo del mostro. I denti erano affondati nella carne, la mascella aveva stretto finché fiotti di sangue erano schizzati in tutte le direzioni. Il drago si era sollevato da terra con la forza delle zampe, girando la testa alla sua destra. Il corpo di Duncan fu proiettato giù da Colle Rankan e fu inghiottito dai gorghi di sabbia.

Cyvin e il Druido si affacciarono per vedere solo le zampe del mostro che tentavano di afferrare l'aria, mentre la terra si appropriava di quel corpo che si dimenava. Scomparve ai loro occhi.

Sembra che il tempo si stia calmando” disse Aireen alle loro spalle.

Il vortice perdeva intensità, mentre le nubi scure rallentavano la corsa nel cielo.

Aireen respirò a pieni polmoni, i suoi occhi scintillarono per la luce che si stava riappropriando del cielo, il sole riacquistava la sua forza. “Non avrei mai creduto che potesse finire così” disse sorridendo.

Il deserto aveva mietuto più vittime di quante se ne poteva immaginare, lasciando visibili decine di corpi inermi.

Non avremo più problemi con gli uomini di Duncan” disse Cyvin osservando i cadaveri parzialmente sepolti dalla sabbia.

La terra sussultò e una voce riportò al presente i tre esseri umani superstiti: “Grazie del vostro aiuto” disse il drago alle loro spalle. La voce appariva stanca, spossata. Lo sguardo era fiero per quello che era accaduto: “Aaronne ci tiene a farvi sapere che non vi dimenticherà mai, soprattutto te: Aireen!”. Balger aprì le ali mentre Cyvin stava per domandargli: “Adesso che tutto è finito, dove te ne andrai?”, ma una folata di vento aveva mosso i loro abiti e Balger aveva preso il volo.

Rimasero per alcuni minuti attoniti, finché il drago non fu un puntino all'orizzonte.

Ronzino e l'altro cavallo erano rimasti al sicuro, legati alla roccia, anche se nessuno poteva dire che non avessero sofferto la paura per gli eventi.

Si diressero a Prodigit, la città più vicina, finché ognuno non avesse deciso quale strada intraprendere. Aireen pianse senza mostrarlo per la perdita del piccolo Aaronne, il tempo avrebbe lenito quella sofferenza, ne era certa.

Come tutti i miei racconti, anche questo ha avuto una fine. Ma sappiate che sto lavorando ad un'altra storia di genere differente:

"21 dicembre 2012".

2012-2

Saryo alle 08:57 in: racconti, fantasy, il cacciatore di taglie
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sabato, 21 febbraio 2009

"Il cacciatore di taglie" (37° Parte)

 (37° Parte)

Tornado nel deserto

E adesso? Cosa facciamo?”, Aireen era appena uscita dalla grotta seguita da Cyvin, il bambino e Balger. Il drago aveva ucciso molti soldati di Duncan con il solo peso del corpo, schiacciando chi non era riuscito a mettersi in salvo. Mezza grotta era crollata durante la loro fuga: ancora stava uscendo una voluta di polvere dall'ingresso parzialmente compromesso.

Non lo so che diamine dobbiamo fare!” urlò Cyvin. Era spaventato perché tutto era accaduto così in fretta da non permettergli di pensare. Contò a mente in quanti erano usciti da quella trappola, il bambino sembrava stare bene anche se appariva disorientato, confuso, ma chi non lo era? Balger si era posizionato sul sentiero mettendosi di lato, i soldati rimasti incolumi si erano spostati oltre l'ingresso della sua tana, ma non avevano il coraggio di attaccare.

Manca il Druido, dove si è cacciato?” chiese Aireen. Fuori era tutt'altro che calmo: il cono d'aria si era ingrossato di diametro, anche se sembrava non causare danni dall'alto, a parte attirare nubi dense dal colore violaceo. Ma Cyvin era intento a guardare sotto Colle Rankan. Il terreno sussultò provocando smottamenti e cedimenti qualche piede sotto di loro. Il deserto si agitava come fosse un mare in tempesta, lì sotto sarebbero sicuramente morti inghiottiti dalla terra.

Dove andiamo?” chiese Aireen scuotendo il cacciatore di taglie. Balger controllava che non venissero attaccati, le sue dure scaglie rossicce lo avrebbero protetto da qualsiasi lancia fosse stata scagliata. Ruggiva sovrastando il rumore del vento, pur di spaventare gli aggressori.

Aaronne si distaccò dalla ragazza, non capiva cosa dovesse fare ma sapeva che il drago aveva bisogno di lui e viceversa. Aireen si ritrovò a dover pensare a Cyvin, mentre il bambino si stava dirigendo da Balger. L'orrore, la paura si fecero strada in lei. Gli occhi puntati su Aaronne che raggiungeva quella fonte di ferocia e si aggrappava a quel torace che sussultava. La donna aveva lottato contro il vento per far giungere la sua voce al bambino: “Ti uccideranno, resta vicino a me!”. Si rivolse a Cyvin “Aiutami a recuperarlo, sbrigati!”, gli urlò strattonandolo.

Il vento trasportava la polvere ovunque, la visibilità calava a causa delle raffiche più potenti e la figura minuta di Aaronne sembrava che ne venisse inghiottita.

L'abbiamo perso!” aveva urlato Aireen rivolgendosi a Cyvin, entrambi non riuscivano a vedere nulla a parte la grossa sagoma del drago. Due lacrime scesero lungo le guance della ragazza, ma il vento le aveva asciugate quasi subito.

Guarda laggiù!”, la voce dell'uomo quasi non si era udita, ma la mano che indicava un punto le mostrò Balger con le ali spalancate. Il diametro che raggiungevano era impressionante, l'ala sinistra quasi andava a toccare la parete di roccia. Tutti e due avevano visto il drago cadere nel vuoto e non c'era più traccia di Aaronne.

Duncan era emerso dalla grotta, barcollava vistosamente ma il suo volto cupo era pregno di rabbia. Cadde sulle ginocchia portando in alto entrambe le braccia, la faccia rivolta verso il cielo. Una serie di lampi aveva toccato terra incenerendo terra e polvere, le sue urla disumane sembravano contrastare la forza della natura, ma né Cyvin e né Aireen erano riusciti a comprenderle.

Balger era comparso all'improvviso planando sulla grotta, le ali si erano mosse frenando il vento e rallentando la velocità. Aireen si era portata una mano alla bocca, gli occhi increduli avevano visto Aaronne cavalcare il grande drago. Quasi non ci credeva, ma ciò che stava vedendo era ancora più incredibile. Le due creature si stavano fondendo l'una nell'altra, l'essenza di Aaronne stava mutando mentre il drago era in volo. I suoi occhi erano fissi su quello straordinario cambiamento, mentre lei non riusciva a darsi spiegazioni, come se tutto fosse stato predestinato ad avvenire: due creature così differenti, ma capaci di un simile cambiamento. La pelle del bambino era diventata fonte di una luce accecante, di colore bianco, mentre si trasformava in una parte di drago. Non sapeva quale perché la figura mutava nella sua interezza, nella sua fisionomia.

Qualcosa si era mosso alla sinistra di Cyvin, quel tanto da farlo girare. Si trattava di Duncan, o quello che prima era Duncan. La ragazza si era accorta che Cyvin era attirato da qualcos'altro, per la sua espressione sbigottita.

Il corpo dell'uomo stava mutando in una creatura dalle fattezze orrende: le braccia portate verso il cielo si stavano allungando, ossa e carne stavano cambiando per diventare qualcosa di compatto e robusto. I vestiti si laceravano, rendendo nudo un animale dalle zampe artigliate e pelose. Gli occhi erano inquietanti, rossi, minacciosi. Dalla bocca uscivano zanne color avorio, mentre la pelle si allungava disegnando un muso dai baffi lunghi e setolosi. Due ali nere si stavano facendo strada ai lati di un dorso enorme, contraddistinto da una colonna vertebrale visibile. Aireen si era ritrovata a pensare che razza di dolore avesse provato Duncan durante quella trasformazione.

Duncan si guardò intorno.


Saryo alle 09:52 in: racconti, fantasy, il cacciatore di taglie
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lunedì, 16 febbraio 2009

"Il cacciatore di taglie" (36° Parte)

(36° Parte)

A cosa ti serve quel portale?” chiese il Druido per capire come muoversi, cosa fare, perché c'era qualcosa che lui non riusciva a comprendere.

Ah! Il portale. Vedo che non è sfuggito nemmeno a te! Ti credevo più stupido.” disse Duncan estraendo dall'abito un pezzo di pergamena, che il Druido era riuscito a sbirciare notando cinque segni disegnati.

Rune per Post

C'è gente chiusa dietro quella porta, che vorrebbe uscire. Certe volte mi sento buono, così buono che voglio fare del bene...”.

Sta mentendo!” disse Balger facendo due passi avanti, ma i passi del drago li potevano udire anche le guardie appostate all'esterno della grotta. La terra aveva tremato facendo cadere polvere e alcuni spuntoni di roccia.

Se quell'essere meschino aprirà il portale, non usciranno uomini da lì, ma Olnost!”.

Sentite” disse Duncan, “non ho molto tempo da perdere quindi, o vi fate da parte così io posso procedere, oppure...” si era spostato verso Aireen afferrandola per un braccio, “...la prima a cadere sarà lei!”. Cyvin aveva afferrato il braccio del bambino portandoselo a sé.

Balger aveva digrignato i denti, un ruggito gli era uscito dalla bocca, gli occhi fissi su Duncan.

Dimenticavo, cacciatore di taglie, il tuo amico Nathan Derr non è più tra noi.”, l'uomo sogghignò e tolse il cappuccio dalla testa di Aireen, annusando il profumo dei suoi capelli. “E' un vero peccato che tu debba morire.” le aveva sussurrato ad un orecchio.

Gli Olnost” disse il Druido, “conosco la loro legenda, le rune del portale e da quale mondo giungerà il popolo delle Ombre. So che hanno ucciso i nani che proteggevano quella grande caverna in cui sono rimasti imprigionati, e che questo è l'unico modo per entrare nel nostro mondo.”.

Duncan indietreggiò di due passi trascinando con sé Aireen, alle sue spalle c'erano i suoi uomini armati e pronti ad attaccare. Bastava un solo gesto per scatenare la battaglia. Balger teneva le mascelle aperte, mostrando i denti aguzzi, sembrava aver fame, ma non di piccoli animali. La lunga coda si muoveva sinuosa alzando polvere, sgretolando alcune piccole stalattiti.

Accendete più luci che potete!” si raccomandò il Druido, “se è vero che il tuo amico non è più tra noi...”.

Ancora con questa storia che Nathan era mio amico!” disse Cyvin guardandosi intorno. Nella sua mano stringeva quella del bambino, nell'altra teneva la torcia vicino alla parete di roccia, la spada l'aveva riposta nel fodero.

Il Druido schiacciò una leva sul suo bastone, sulla punta fuoriuscì una lama. “Non è ferro, ma argento” disse girandosi verso Duncan, “l'unico metallo che uccide gli Olnost!”.

L'espressione di Duncan era stupefatta, sorpresa. Recitò tre parole a voce bassa e, dopo qualche istante, accadde qualcosa. Alcuni mormorii si sentirono all'interno della grotta, leggeri come fossero parole sussurrate. Cyvin strinse a sé il piccolo Aaronne, muovendo la torcia davanti a loro, la fiamma si dimenava quasi spengendosi.

E' un ombra, adesso.” sentenziò il Druido mettendosi in guardia. La lama scintillava alla luce delle fiamme che c'erano in quel luogo. “Quando ve lo dirò, correte verso l'uscita” disse a Cyvin, Balger era dietro di loro e aveva sentito tutto. Non potevano far altro che attuare il suo piano.

I bisbigli si erano fatti più insistenti, più vicini, il regno dell'ombra era una sottile realtà fra quello fisico e meta-fisico, qualcosa di impalpabile ma reale. Erano state le parole pronunciate da Duncan, parole arcane dette a mezza bocca.

Adesso!” il Druido sapeva cosa stava per combattere, ne era cosciente. Si spostò a destra, rasente la parete di roccia, attirando a sé il nemico. La luce della torcia danzava a ritmo sfrenato mentre Cyvin correva verso l'uscita, affiancato dal corpo di Balger che faceva da scudo. La caverna sembrava cadere sotto il suo peso e le urla di terrore degli uomini di Duncan si sparsero su tutto quell'antro.

Cyvin si scontrò con Duncan provocandone la caduta: Aireen si ritrovò libera di fuggire.

Balger avanzava verso l'uscita a passo veloce, stalattiti e massi cadevano in terra alzando nubi di polvere. Dietro il suo corpo enorme correvano la ragazza e Cyvin, Aaronne stringeva le mani di entrambi.

Finalmente posso sentire la tua voce” sibilò il Druido, un'ombra si muoveva sulla parete di destra, aveva assunto movenze minacciose. La lama d'argento baluginò per il chiarore che persisteva in quella parte di grotta: si mosse andandosi a conficcare fra i massi della parete, ma l'arma del Druido non aveva solo preso la roccia. Un'ombra si dimenava, le parole divennero urla incomprensibili e poi tornò il silenzio rotto solo dal frastuono che proveniva da fuori la grotta.


Saryo alle 10:06 in: racconti, fantasy, il cacciatore di taglie
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venerdì, 13 febbraio 2009

"Sepolti vivi"

E così tocca a me, sono stato chiamato. Faccio parte di una squadra della Protezione Civile di Unità Cinofile ma ci hanno separati, serviamo in più luoghi.

Sento le urla della gente che mi sta intorno, i compressori e i generatori elettrici rombano intorno e generano luce sul luogo dell'incidente. Detriti ovunque. Fango e pezzi di cemento ci fanno avanzare piano, con cautela. Ho sentito due cani abbaiare, le tute gialle fosforescenti sono intorno a me, ovunque. Portano attrezzature, cavi, maschere e respiratori.

A una decina di metri ho visto del nastro bianco e rosso che delimita il perimetro del disastro, alcuni colleghi hanno formato un cordone e non permettono alla gente di accedere, li blocca e li respinge mentre la gente urla, sbraita. Vuole avere notizie, vuole sapere chi si è salvato.

“Devi entrare lì dentro! Te la senti?” mi grida un tizio. Guardo il suo cartellino di riconoscimento: c'è scritto Coordinatore. Mi levo il caschetto con la torcia fissata a lato, anche se fa freddo ho gli abiti sudati, fradici. Da quando sono arrivato quello che si è presentato davanti ai miei occhi è stato...un disastro.

“La tua squadra è già dentro! Metti questa.” mi grida il collega passandomi la maschera facciale intera. La indosso senza dire nulla mentre mi accorgo che mi tremano le mani. Fa un freddo che si gela, cosa darei per un tazza di tè bollente. Metto i guanti e il caschetto ed entro.

Buio, fumo, non vedo proprio niente. La cosa migliore è mettersi carponi e tastare ciò che c'è davanti a me. Mi sfilo i guanti per capire cosa ho di fronte: una libreria rovesciata, riconosco a tatto i fianchi e i ripiani. A sinistra c'è una tastiera.

“Ci sei?” mi grida una voce, “noi stiamo procedendo.”.

La voce della collega mi giunge attraverso le cuffiette della maschera, prima di risponderle cerco di controllare il respiro e conto fino a cinque. Devi controllare la paura, mi sono detto. La luce del casco non serve a nulla. Il fumo è talmente denso da non far vedere nulla, per fortuna non ho mai sofferto di claustrofobia.

“Sono dietro di voi!” grido. La maschera attutisce i suoni, li rende lontani anche se loro devono essere a pochi metri da me. Cerco un varco per andare oltre, ma i mobili mi bloccano l'accesso da ogni parte.

“Devi passare attraverso la libreria, c'è uno spazio di mezzo metro!”.

Verifico con le mani e percepisco che manca un pezzo di schienale, così attraverso quel buco portando davanti le braccia e supero l'ostacolo. Una mano mi tasta la spalla, poi sento la voce della collega che dice: “A destra c'è un passaggio, seguici.”.

Ci troviamo fra decine di mobili rovesciati, forse enormi schedari che sono caduti dopo il crollo. Con la mano tocco uno spigolo e ne seguo i contorni e procedo in ginocchio.

“Dobbiamo strisciare!” gracchia la voce attraverso le cuffie.

Io eseguo perché chiudo la fila della squadra, così attendo che vadano avanti. Le mie mani sono i miei occhi, la maschera serve solo per respirare aria buona, le luci dei caschi potevamo anche tenerle spente. I due colleghi sono andati oltre, io mi sdraio e mi trascino con i gomiti. Sento delle cose di plastica che si spostano mentre avanzo, ma non mi fermo a capire perché forse ci sono dei superstiti lì dentro.

Stiamo procedendo dentro un cunicolo fra le cataste di mobili rovesciati, a volte mi fermo per toccare e capire se ci sono altre vie da percorrere, una sorta di strade alternative. Sento il mio respiro che è affannato, così cerco di regolarizzarlo.

“A sinistra! Sembra che...” la voce esita. Sento il rumore dei due che mi precedono, che si muovono toccando ciò che li circonda. “C'è una specie di rampa, a sinistra. Procediamo.”.

“Possiamo avanzare in ginocchio” mi dice l'altra collega. Li seguo trascinandomi e svolto a sinistra.

La superficie in effetti è in discesa e, con le mani, percepisco che posso mettermi in ginocchio. Sentiamo qualcosa, forse dei singhiozzi. Il panico dilaga in me, come forse anche negli altri due. C'è qualcuno ed è vicino.

Dove ci troviamo ora è spazioso, ma non me la sento di alzarmi in piedi, preferisco restare in ginocchio.

“Prova sotto la rampa” azzardo io mentre aspetto che continuino a muoversi.

“E' qui sotto, è qui sotto!” urla il primo della squadra.

La ragazza esce dal posto in cui si trovava, si accendono le luci e ci leviamo le maschere. Per fortuna si trattava di una esercitazione!

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Saryo alle 11:49 in: racconti, fantastico, sepolti vivi
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lunedì, 09 febbraio 2009

"Il cacciatore di taglie" (35° Parte)

(35° Parte)

Su, avanti, accarezzalo!”. La mano di Aaronne si avvicinava cauta, spanna dopo spanna, finché si appoggiò al fianco di Balger. Gli occhi della creatura si erano chiusi in una fessura, che lasciava trasparire appena un bagliore. Il Druido guidava il bambino mentre faceva conoscenza con lui. Cyvin ed Aireen osservavano da dietro.

Cosa percepisci?” chiese il Druido con voce calma, sicura.

La pancia di Balger si muoveva assecondando il respiro, la testa immobile e gli occhi che fissavano Aaronne.

E' un drago!” disse il bambino, adesso aveva appoggiato entrambe le mani per accarezzarlo in più punti: le scaglie rossicce che proteggevano quel corpo immenso, al tatto, erano dure e scivolose. Sembrava che Aaronne ci stesse prendendo gusto.

Un drago! Stento ancora a crederci.” disse Cyvin verso la ragazza. “Chissà quanti uomini hai ucciso.”. Aaronne si era bloccato, le mani ferme sul torace della creatura, gli occhi bianchi, privi di qualsiasi colore, fissavano un punto imprecisato del suo corpo.

Non ho mai ucciso nessuno” ammise Balger, un lungo sospiro gli era uscito dalla bocca, “mi sono sempre nutrito di tanti piccoli animali...che fatica cacciarli. E poi non posso allontanarmi dalla grotta!”.

Bravi, bravi! Complimenti, è proprio un bel quadretto famigliare!” la voce di Duncan Evenmoore echeggiò fra le pareti della grotta, mentre le sue mani schioccavano in un coreografico applauso. “Sono davvero commosso.” continuò l'uomo avvicinandosi al gruppo.

Aireen fu la prima ad accorgersi della sua presenza e ne rimase stupita.

Perché avete quelle facce?”. Gli uomini di Duncan stavano facendo ingresso bloccando ogni via di fuga. Erano tanti, e molti attendevano all'esterno un qualsiasi ordine per intervenire.

Cosa abbiamo qui?” chiese Duncan avvicinandosi ancora a Balger, le torce dei suoi uomini illuminavano l'ambiente rendendolo accettabile alla vista di tutti. Il drago aveva socchiuso gli occhi a causa della luce a cui non era abituato.

Un drago!” disse stupito. Il suo sguardo si posò su Aaronne e, osservandolo, gli provocò una risata: “Un bambino cieco!”. Il tono era volutamente sarcastico.

Cosa vuoi, Duncan?” chiese Cyvin piuttosto irritato.

Quella domanda aveva attratto la sua attenzione: “Giusto te cercavo, cacciatore di taglie, perché vorrei che mi portassi i saluti a quella buon'anima di Nathan Derr e tu...chi saresti?” chiese osservando la figura del Druido. I suoi occhi si erano accesi di quell'inquietante verde chiaro: “Non ha importanza chi sono, ma quello che vuoi da Balger!”.

Presto lo vedrai! Presto lo vedrete tutti!” urlò Duncan alzando le mani verso il tetto di roccia, sembrava preso da un delirio di onnipotenza. “Ma vi rendete conto” continuò, “che ci troviamo di fronte al primo, vero, sublime incontro fra bene e male!”. Il tono della voce era calato, senza però perdere quella determinazione che l'aveva sempre contraddistinto. Qualsiasi cosa avesse in mente, la rendeva palpabile attraverso la voce e le idee che aveva pianificato.

Oggi questo mondo cadrà ai miei piedi, con esso subirete la perdita di tutto ciò che c'è di convenzionale: compresa la vostra stupida vita!”.

Cyvin rise a quelle frasi, ma quel gesto aveva attirato l'attenzione di Duncan su di sé. “Basta con queste idee stupide e fantasiose. Dimentichi l'esercito del re, a Prodigit.”.

Il re non è altro che un burattino nelle mie mani. Il suo esercito è fedele a me, insieme agli Storrioni, che aspettano solo che scenda la notte. E' tutto previsto. Ci sono solo due piccoli inconvenienti che devo sbrigare...adesso!”.

Balger si ritrasse, gli occhi controllavano ogni movimento degli uomini di Duncan.

Tranquillo, draguccio, non ti ucciderò subito, ma molto lentamente.”.

La cosa che irritava di più Aireen era l'arroganza che assumeva sempre quell'uomo. “Parlaci del bene e del male” disse interrompendo la sua risata.

Duncan accartocciò le mani e le sfregò, gli era sempre piaciuto vantarsi delle sue idee: “Il male sono io, il bene...siete voi!” disse indicando Aaronne e Balger. Il bambino si era nascosto dietro Aireen cercando protezione, non poteva vederlo ma bastava ascoltare la sua voce.

La leggenda narra del giorno fatidico in cui tutto avviene. Avrete notato anche voi com'è cambiato il tempo, bé...sta peggiorando.”.

Perché non la finisci con questa pagliacciata?” lo interruppe Cyvin. La spada gli cadeva lungo il fianco e spesso aveva osservato gli uomini di Duncan schierati davanti a loro.

Quanta fretta hai di morire?”, poi Duncan si concentrò sul Druido: “So cosa avevi in mente, unire il drago e il bambino per sconfiggere il male!” e rise di nuovo, più forte di prima. Solo lui rideva, mentre i suoi uomini erano intimoriti dalla stazza che aveva Balger.

Scusate, mi sono dimenticato di avvertirvi che Balger non può volare. Lo so, è strano come il destino complichi le cose.”.

Cyvin ripensò alle parole di padre Borryn, ricollegandole a tutto ciò che gli era accaduto dopo. Balger deve volare! Ecco cosa gli aveva detto padre Borryn.

E perché mai non puoi volare?” chiese il Druido al drago. La risposta la diede subito: “Soffro di vertigini!”.


Saryo alle 09:40 in: racconti, fantasy, il cacciatore di taglie
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giovedì, 05 febbraio 2009

"Il cacciatore di taglie" (33°-34° Parte)

Colle Rankan2 

(33° Parte)

A lato della catena di montagne c'era una strada che portava verso le vette, la sabbia lasciava posto a terra e roccia più consistenti dal colore rossiccio, una sfumatura alquanto bizzarra. Gli zoccoli dei cavalli fecero presa aderendo alla superficie: non c'era più quella sensazione di sprofondare sotto una superficie soffice.

Una serie di altopiani, ecco dove li aveva condotti il Druido per tentare di capire come fermare questo stato di cose. La prima collina era già una sorta di riparo naturale da tutto quel vento, mentre da quell'altezza potevano vedere quello che stava accadendo sotto di loro.

Il gorgo non era altro che un vortice gigantesco che divorava aria e nuvole. Non si trattava di un tornado perché l'imbuto non toccava terra, ma girava su sé stesso modificando le forme del cielo. Sotto i piedi di Cyvin, invece, la sabbia vorticava spostandosi: erano numerosi e si fondevano fra loro quando s'incontravano. Il cacciatore di taglie non aveva mai visto nulla di simile in vita sua e, a giudicare dalle facce degli altri, era la stessa cosa anche per loro.

Il Druido tentò di spiegare: “Si tratta di movimenti della terra” disse osservandoli, “ma non riesco a capire cosa li possa provocare. Non ci sono bestie in grado di fare questo.” con una mano aveva indicato due circonferenze che si erano unite in quel momento. Inghiottivano tutto ciò che incontravano, compresa la poca vegetazione che cresceva sparsa nelle sabbie.

Procediamo!” disse l'uomo avvolto nel mantello, “Balger, da quello che mi hanno detto, vive in una grotta e non esce spesso.”.

Magari odia ricevere ospiti che non conosce direttamente.” aggiunse Aireen.

Magari è un trucco del vostro nuovo amico, disse Nathan alle spalle di Cyvin. Mentre il Druido e la ragazza stavano avanzando lungo il sentiero sopra Colle Rankan, il cacciatore di taglie si era fermato.

Continua pure, m'interessano le tue supposizioni.” disse Cyvin.

Aaronne seguiva la ragazza mentre lo guidava lungo il sentiero, i cavalli erano stati legati ad un masso appuntito: non sapevano con chi avrebbero avuto a che fare, così si erano tutti armati.

Non ti ha mai sfiorato l'idea che il Druido fosse in combutta con Duncan?

Cyvin non rispose alla domanda, ma si fece pensieroso. Nathan continuò: Possibile che l'idea non ti ha nemmeno sfiorato per un istante? Eppure era anche lui alla locanda, poteva essere già d'accordo.

Ma il bambino? Lo abbiamo liberato anche grazie a lui!”

Con solo due guardie a sorvegliarlo? Ero capace anche io a liberarlo!

Non può essere!”.

Cyvin, che fai non vieni?” urlò Aireen muovendo una mano per attirare l'attenzione.

Spero solo che tu ti stia sbagliando!” sussurrò Cyvin mentre si muoveva per raggiungere gli altri.

L'ingresso della caverna era enorme e sembrava che raggiungesse l'altra estremità. Avevano acceso un paio di torce procurate da alcuni arbusti secchi, mentre si guardavano attorno. L'aspetto era quello di una grande bocca priva di denti.

Sembra abbandonata” disse Aireen mentre varcava l'ingresso insieme al bambino. Il terreno era scosceso, c'erano molti spuntoni di roccia che rendevano lo spostamento lento e prudente.

Il Druido si era fermato al centro della caverna, si era spostato più avanti degli altri e non aveva bisogno di vedere grazie ad una torcia, i suoi occhi vedevano meglio degli altri nell'oscurità. Qualcosa si stava muovendo all'interno della roccia, molti passi più avanti a loro. Poi udirono uno sbuffo che echeggiò giungendo a loro: tutti si erano fermati ad ascoltare.

(34° Parte)

Di cosa si tratta?”. Cyvin aveva superato Aaronne e la ragazza affiancando il Druido, entrambi scrutavano l'interno cercando di capire. Sembrava che dal fondo della caverna provenisse del calore, tanto calore.

Udirono dei passi, forse un paio, ma tutto tremò all'interno della grotta, del terriccio era caduto a terra sottoforma di nuvolette di polvere. Aireen si era tirata su il cappuccio.

Alan, non sei armato?” chiese Cyvin osservando la sua figura. Il Druido avanzava cauto, il bastone impugnato nella mano destra lo aiutava a sondare il terreno, per un istante sembrava essersi girato verso di lui. Si era limitato a mostrargli il bastone.

Cyvin gli sorrise imbarazzato. Forse aveva creduto che quell'uomo, o qualsiasi cosa fosse, era un guerriero anche se non lo aveva mai visto in azione, se non per ritrarsi dallo scontro. Lui poteva contare solo sulla sua spada e sul suo istinto.

Avanzarono all'interno della caverna.

Balger! Siamo venuti a parlarti!”. La voce del cacciatore di taglie si era dispersa nell'ambiente, ma era risultata tutt'altro che ferma e convinta.

Pessima idea” sentenziò il Druido.

Forse hai fissato la tua condanna a morte, fece eco Nathan.

Il Druido si era fermato, incerto per quello che percepiva: “Sento la presenza del tuo amico troppo vicino a me, potresti dirgli di stare più lontano? Mi deconcentra.”.

Ti ha già sentito, e non direi che sia mio amico!” rispose brusco Cyvin.

Qualcosa si mosse in fondo alla caverna. Il gruppo si fermò perché dalle movenze, sembrava essere enorme. Due occhi gialli scintillarono vicino alla parete dove terminava la grotta.

Cos'era? Che razza di mostro può mai essere?” Aireen era rimasta indietro per proteggere il bambino, sarebbe stato stupido mettere a rischio la sua vita.

Una voce le aveva risposto dal fondo della sua tana: “Non sono un mostro!”. Il tono della voce era parso forte, colmo di ostilità.

Sei tu Balger?” chiese il Druido, poi fece altri due passi verso quella creatura stipata in fondo alla grotta.

Chi lo cerca?”, uno sbuffo di aria calda si era propagato nella grotta, salendo verso il tetto composto da roccia e stalattiti. Il Druido aveva inquadrato quella creatura ferma sulle zampe posteriori, come se fosse seduta, e intravide alcuni disegni fatti su roccia scura. Scintillava al bagliore delle loro torce.

Non sono rune quelle che stai difendendo, vero?” chiese l'uomo avvolto dal cappuccio.

Rune!” rispose Balger, “Non lo so, ma sono disegni su roccia scalfita nel tempo: molto antichi, sono più vecchi di me!”.

La creatura emise un suono che poteva sembrare uno sbadiglio e si alzò su tutte e quattro le zampe, restando più basso su quelle posteriori su cui gravava più peso. Aireen tirò a sé il bambino non appena si era accorta che razza di animale fosse Balger. Vide le scaglie che ricoprivano tutto il suo corpo, esse luccicavano alla luce fioca delle torce. Cyvin era pronto a difendersi da un possibile attacco.

Balger mosse la testa verso i nuovi ospiti, gli occhi gialli e grandi scrutavano tutte le figure ferme davanti a lui.

Il tono della voce era mutato: “Non mi fate del male, per favore.”.

Cyvin aveva ripetuto la frase detta da Balger, ma era incredulo.

Nessuno ti torcerà una sola scaglia” disse il Druido avanzando verso di lui, “ho portato una persona che vorrebbe conoscerti”, scelse le parole più adatte: “da molto vicino.”.


Balger

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lunedì, 02 febbraio 2009

"Il cacciatore di taglie" (31°-32° Parte)

(31° Parte)

Non avevano ancora raggiunto il portale, che Cyvin fu scaraventato contro il muro di un'abitazione. Il Druido era furioso con lui per ciò che gli aveva tenuto nascosto: Nathan Derr.

A est un flebile bagliore illuminava un cielo strano. Le nubi sfilacciate correvano inseguite da altre di colori differenti, dalle sfumature e tinte inquietanti. Un cielo cupo copriva Prodigit e miglia di deserto, invece, a qualche lega di distanza, uno strano vortice aveva preso a manifestarsi.

Aireen si era messa in mezzo tra Cyvin e il Druido, sperando che le cose non si aggravassero.

E cosa aspettavi a dirmelo?” i suoi occhi lo scrutavano, Cyvin non riuscì a vederli, ma era proprio quello che gli metteva un certo disagio addosso: non poter guardare gli occhi di chi aveva di fronte. Cyvin non pensò a difendere la sua tesi, ma solo a contrattaccare.

E tu cosa aspettavi a dirci di questo...” non servivano parole per descrivere quello che stava succedendo, al cacciatore di taglie era bastato indicare il cielo.

A quell'ora Prodigit non era una città popolosa, al contrario, ma stava accadendo qualcosa. La gente che usciva di casa la mattina presto si fermava con il naso all'insù, catturata da quella luce che illuminava l'alba che nessuno aveva mai visto. Molti rientravano in casa riuscendone subito dopo: dovevano mostrare la loro scoperta, trascinando altre persone ancora addormentate solo per mostrare e dimostrare la scoperta.

Cyvin fece come gli altri: alzò lo sguardo verso il cielo, verso un sole che appariva malato attraverso le nubi che facevano da lente, modificandone forma e colori.

Il mondo è marcio!” si limitò a dire il Druido, il suo corpo assunse una posizione di rassegnazione, come se lui non potesse farci nulla se non affermarlo e forse condividerlo.

Ma ci sarà qualcosa da fare per evitare la morte di tutti!”, Aireen aveva parlato con tono sicuro, anche se quello che le si presentava davanti era un incerto futuro per tutti. Doveva trattarsi solo dell'inizio, della prima fase che attirasse gli sguardi di tutti, per poi proseguire con le altre fasi che non erano ben chiare quali fossero.

Forse, ma devo incontrarmi con Balger. E' vitale che lo incontri per questo motivo.”. Il Druido attirò su di sé l'attenzione di tutti, compreso Nathan. Aaronne si era solo girato verso la fonte di quella voce.

Non accadrà tutto subito, ma lentamente.”. Cyvin non lo stava guardando, nemmeno Aireen, c'erano cose più interessanti che la figura strana che tentava di spiegare, anche se trovava qualche difficoltà.

Un vortice largo qualche miglio si era formato nel cielo, ad un'altezza impressionante. I venti che produceva erano forti, intensi, e riuscivano ad animare un orizzonte che mozzava il fiato. Il gruppetto voleva sentire le parole del Druido, ma voleva vedere ciò che stava accadendo oltre la città. L'avvenimento appariva statico, non provocava danni apparenti.

Venite, ne parleremo strada facendo.”.

Ci farà uccidere tutti e forse a lui non accadrà nulla. Ci avete mai pensato?

Cyvin non mosse un solo istante gli occhi da quello strano spettacolo: “Tu non morirai, Nathan, perché sei già morto!”. Era come se avesse parlato al cielo, mentre le sue parole erano state pronunciate senza alcun tono. Aggiunse: “Cosa mai potrebbe accadere?”.

L'uomo avvolto dal mantello si era staccato dal gruppo, nelle vicinanze dell'uscita c'era una stalla ed era il posto migliore per procurarsi un cavallo, mentre Cyvin, Aireen e il bambino attendevano il suo ritorno vicino all'uscita della città.

Non vedo gli uomini di Duncan” affermò la ragazza guardandosi intorno. Il suo sguardo si era posato sul portale e la vista degli Storrioni la fece rimanere perplessa. “Dì un po'” disse a Cyvin scuotendolo per attirare l'attenzione, “ma quelle guardie non dovevano scomparire all'alba?”.

Cyvin fissò il portale osservando quello che gli aveva suggerito Aireen, dopo sorrise osservandoli svanire nel nulla.

Sorpresa?” disse verso Aireen con una certa soddisfazione sul volto.

C'era anche quella che aveva perso la testa per te” disse Aireen.

(32° Parte)

Gli Storrioni sono il male da estirpare” disse il bambino scaturendo sorpresa nel cacciatore di taglie, ma non solo in lui. Aireen l'aveva preso in braccio mentre folate di vento gli scompigliavano i capelli. Nathan era contento ma non aveva commentato la frase del bambino, tanto solo Cyvin la poteva ascoltare e, visti gli ultimi periodi trascorsi insieme, l'avrebbe presa come l'ennesima frase stupida detta uno spettro, o qualsiasi cosa fosse diventato.

E tu che ne sai di questi...” Aireen non sapeva come definirli.

Me ne parlava mio padre quando ero più piccolo. Non li ho visti, ma è bastato che voi due ne parlaste per capire. La loro carne è corrotta, è maledetta. Possono tornare sulla terra solo di notte e ubbidiscono ai comandi di una sola persona. Forse il re.”. La ragazza fece scendere Aaronne, mentre il Druido si avvicinava con un cavallo sellato.

Andremo a nord-ovest, verso Colle Rankan. E' lì che dovremmo trovare Balger.”. Il Druido si era offerto di portare il bambino, Cyvin e Aireen li avrebbero seguiti su Ronzino e Nathan...bé Nathan si sarebbe arrangiato.

Uscirono attraverso il portale mentre la guardia reale prendeva posto degli Storrioni scomparsi. Dovevano viaggiare coperti a causa del vento che spingeva nubi di polvere nella desolazione di quel luogo. Non c'erano punti di riferimento per Cyvin, ma solo la fiducia riposta in quello strano personaggio che si era messo a guida del suo gruppo.

Se la sua vita fosse finita di lì a pochi giorni, si ritrovò a pensare guardando quel gorgo che ora quasi era sulle loro teste, non sapeva cosa avrebbe fatto. Rimpianti? Fece mente locale tornando indietro nel tempo, valutando quello che aveva fato e come. No, non aveva rimpianti. Aveva vissuto la vita come si era aspettato.

Chi pensi sia Balger?”, la voce di Aireen era forte per superare quella del vento.

Un eremita?” le aveva risposto sorridendo. Ma solo lui si stava divertendo perché quello che stava accadendo era più che grottesco. Da quando era giunto in quel villaggio, si corresse. I suoi pensieri correvano veloci cercando di dare un senso al tutto. Da quando aveva catturato Nathan, ecco da dove dovevano partire i suoi ricordi.

Il cavallo del Druido aveva rallentato l'andatura, portandosi al fianco di Ronzino. Gli occhi di Aireen si erano soffermati su Aaronne, che stava aggrappato dietro la sella, gli occhi chiusi, serrati per la sabbia che si levava per le folate di vento improvviso. Andrà tutto bene, si era trovata a pensare guardandolo.

Le dune si modificavano continuamente, mentre il vento tentava di costruire nuove forme a caso spostando la sabbia.

Il terreno nella distesa desertica si stava modificando, una sorta di sabbie-mobili che avevano forme circolari di varie grandezze. Esse ruotavano e si spostavano: la morfologia della terra stava mutando.

Il Druido non sembrava preoccupato, guidava il cavallo fra gli spazi che gli consentissero di passare. Il cavallo di Cyvin seguiva la direzione che aveva scelto il Druido andando alla stessa velocità.

In lontananza, sullo sfondo di quei cambiamenti geologici così repentini, si stagliavano delle montagne composte da roccia arenaria. Le cime erano piatte e, all'apparenza, lisce; a occhio sembravano alte un centinaio di piedi.

I cavalli si stavano dirigendo in quella direzione, avanzando in fila indiana, mentre, ai lati, i coni di sabbia ruotavano lentamente aspettando qualche vittima che vi finisse dentro. Il colore del cielo aveva preso a tingersi di rosso, come una sorta di tramonto perenne, anche se il sole in realtà si stava alzando. La causa di quello strano evento venne attribuito al gorgo che modificava i venti e lo spostamento delle nubi.

Siamo entrati nella seconda fase!” urlò il Druido verso Cyvin e la ragazza.


Saryo alle 09:26 in: racconti, fantasy, il cacciatore di taglie
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